3° Millennio:ci saranno meno cicloni,ma piu' devas tanti...
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da un articolo di Franco Foresta Martin sul Corriere del 7 maggio
2008,a:
http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/08_maggio_07/futuro_cicloni_98101a08-1c44-11dd-a20b-00144f486ba6.shtml
Sviluppato un nuovo modello matematico ad alta risoluzione
spaziale.Nel futuro ci saranno meno cicloni ,ma saranno molto più
devastanti.Una ricerca italiana fa prevedere il moltiplicarsi di
eventi come quello che ha colpito la Birmania .
ROMA - Proprio mentre si contano le vittime e i danni del ciclone
Nargis che ha colpito la Birmania, rivelandosi uno dei più devastanti
fenomeni atmosferici della storia recente, la prestigiosa rivista
internazionale Journal of Climate ha annunciato la pubblicazione di
una ricerca di gruppo di geofisici italiani i quali, nei mesi scorsi,
sono pervenuti a una sconfortante previsione: nei prossimi decenni i
cicloni tropicali diminuiranno di numero ma aumenteranno di intensità,
diventando sempre più distruttivi.
NUOVO MODELLO MATEMATICO- L’importante risultato è il frutto di un
nuovo modello numerico sviluppato al computer da ricercatori
dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, sezione di
Bologna, e del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici. «Si
tratta di un modello capace di descrivere la circolazione generale
dell’atmosfera, tenendo conto delle complesse interazioni fra gli
oceani e l’atmosfera stessa -spiegano Silvio Gualdi, Enrico
Scoccimarro e Antonio Navarra, i tre autori dello studio-. La novità
di questo strumento sta nella sua elevata risoluzione spaziale, cioè
nella capacità di descrivere dettagli locali». Grazie alle capacità
del nuovo modello, i tre ricercatori si sono potuti proiettare nel
futuro climatico della Terra e osservare come si comporteranno i
cicloni tropicali in un mondo in cui l’anidride carbonica (CO2), il
più potente gas serra, è destinato ad aumentare a causa delle
crescenti esigenze energetiche e delle attività industriali dell’uomo.
«Se, come si teme, le concentrazioni di CO2 dovessero raddoppiare o
addirittura quadruplicare, avremmo sicuramente un’atmosfera più calda,
ma anche più stabile -assicurano i tre autori dello studio-. I moti
convettivi associati con la formazione dei cicloni diminuirebbero e
così il numero dei cicloni stessi
LA «CATTIVA NOTIZIA» - Ma a quella che, a prima vista, sembra una
buona notizia, segue subito la cattiva: «A causa del riscaldamento
degli oceani, aumenterà anche l’evaporazione e ci sarà un più efficace
trasferimento di vapor d’acqua e di energia verso le nubi che
caratterizzano i cicloni: i cumulonembi. Di conseguenza questi
fenomeni rovesceranno sulla terra quantità di acqua maggiori e
tenderanno a diventare ancora più distruttivi». Lo stesso ciclone
Nargis ha fornito un esempio di quanto possa essere devastante
l’impatto dei rovesci intensi sui centri abitati. Apparentemente
Nargis rientra in una categoria medio alta, essendo stato classificato
al terzo posto (su un totale di cinque) della scala di intensità dei
cicloni, che si basa soprattutto sull’intensità dei venti associati al
fenomeno. Ma, se si prende in considerazione la quantità di acqua
caduta dal cielo e trasportata dall’Oceano fino alle coste, si vede
che il potenziale devastante è stato ben più elevato.

| Date | Sujet | | Auteur |
| 24.05. |
 | 3° Millennio:ci sara | | | Reno |
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