3° Millennio:decimate un terzo delle specie selvati che,da chi?
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...ma dall'uomo,cioe' noi!:-(
da un articolo di VITTORIO SABADIN del 17/5/2008 su La Stampa,a:
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/scienza/grubrica.asp?ID_blog=38&ID_articolo=744&ID_sezione=243&sezione=News
IL CASO:Un mondo con più uomini e meno animali :In 30 anni decimate un
terzo delle specie selvatiche .
Sessanta milioni di anni fa un grande asteroide precipitò nel golfo
dello Yucatan, sollevando migliaia di tonnellate di roccia
polverizzata e causando un gigantesco tsunami che fece alcune volte il
giro del mondo. Le conseguenze climatiche di questo disastro
annientarono nell'arco di qualche decennio i dinosauri e l’80 per
cento degli animali che vivevano sul pianeta. Ora un’altra catastrofe
minaccia con uguale violenza le creature della Terra e le sta
distruggendo con la stessa rapidità: l’incontrollata crescita di una
specie, quella dell’Homo Sapiens.
I dati diffusi ieri da WWF, Società Zoologica di Londra e Global
Footprint Network hanno lasciato allibiti anche i più pessimisti tra
gli scienziati che studiano la riduzione della biodiversità: dal 1970
al 2005 le specie terrestri sono diminuite del 25 per cento, quelle
marine del 28 e quelle d’acqua dolce del 29. Tutte se ne sono andate
per lasciare il posto agli esseri umani, la cui popolazione, dal 1960
al 2000, è raddoppiata.
«Nella storia umana non ci sono precedenti di una riduzione così
consistente in così poco tempo - ha detto Jonathan Loh, curatore del
rapporto -. Bisogna tornare indietro all’epoca delle grandi estinzioni
per trovare qualcosa di simile. Se prendiamo come parametro il
trascorrere della vita umana, i cambiamenti cui assistiamo ci possono
sembrare lenti. Ma se il parametro è quello della storia della Terra,
sono rapidissimi».
La scomparsa di quasi il 30 per certo di tutte le specie in soli
trent’anni ha davvero qualcosa di terrorizzante: se, guardando un
orologio, immaginassimo che la storia della Terra comincia all’ora 0 e
arriva ai giorni nostri alle 12, l’Homo Sapiens avrebbe popolato il
pianeta più o meno alle 12 meno qualche secondo e i tre decenni presi
in esame equivarrebbero a qualche millesimo di secondo, una inezia per
un disastro così grande. L’estinzione registrata è 10 mila volte più
rapida di qualunque analogo fenomeno conosciuto nella storia, e niente
purtroppo fa pensare che si fermerà.
Secondo Ben Collen, esperto di estinzioni alla Società Zoologica di
Londra, «non c'è alcun dubbio che la responsabilità è dell'uomo». Le
cinque principali ragioni individuate dallo studio per spiegare quanto
sta accadendo puntano tutte l'indice contro il nostro comportamento:
mutamenti climatici, distruzione dell'habitat naturale degli animali,
inquinamento, diffusione di specie invasive, eccessivo sfruttamento
delle risorse.
Il rapporto indica due strade per fermare il declino delle specie:
evitare la distruzione degli habitat naturali a causa dell'espandersi
dei centri urbani o delle coltivazioni e fermare la produzione
agricola e la pesca di singole specie. Una proposta difficile da
accettare da esseri umani alle prese con le crisi del cibo e
dell'energia: tutto porta a pensare che le coltivazioni Ogm e quelle
destinate alla produzione di biocombustibile aumenteranno anziché
diminuire.
La conferenza internazionale sulla diversità biologica che si terrà a
Bonn dal 19 al 30 maggio avrebbe dovuto impegnare i rappresentati di
quasi 150 Paesi a ottenere significativi risultati nella riduzione
della perdita di biodiversità entro il 2010. Avevano già promesso di
farlo nel 2000, con quello che venne chiamato il Protocollo di
Cartagena. Dopo otto anni senza un solo passo avanti e molti passi
indietro, si risiederanno tutti intorno a un tavolo, per decidere che
cosa possiamo fare per salvare specie che non ci sono più.

| Date | Sujet | | Auteur |
| 18.05. |
 | 3° Millennio:decimat | | | Reno |
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