On 10 Lug, 20:16, Catalepton <catalep...@ANIMOlibero.it> wrote:
> lablablab ha scritto:
> Dipende da "studeo" e regge "placere": "Non mi preoccupo troppo di
> volerti piacere". Il "velle" non è pleonastico: non si tratta di
> indifferenza, ma di libera scelta.
Pare dunque che il voler piacere sia oggetto dello studio, non il
semplice piacere. Si trova una eco in Dante:
Ed ecco un altro di quelli splendori
ver' me si fece, e `l suo voler piacermi
significava nel chiarir di fori.
Dunque tradurrei:
Non studio troppo di voler piacerti, Cesare,
né di sapere quale uomo sei, o bianco, o nero.
Più che déracinement io avrei detto nausea della politica,
dell'antipolitica, ecc.
Vale.
F.