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[LUUUUNGO] Brno. Cronaca di un primo viaggio di media lunghezza.

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  Sujet:   [LUUUUNGO] Brno. Cronaca di un primo viaggio di media lunghezza.  
 De: sk...@bofhland.org (Skull)
 Groupes: it.hobby.motociclismo
 Organisation: Spin - Trieste, http://www.spin.it
 Date: 24. Jul 2008, 17:02:47
Almeno se 700+700 Km rientrano nel vostro concetto di media lunghezza.
Per il mio metro, sarebbe anche da considerarsi lunghetto.


Prima di tutto, questo il tragitto che abbiamo percorso all'andata, più 
o meno:

http://tinyurl.com/5gmzxd


Venerdì 18:
La mattinata si apre con una specie di uragano che transita per 
Cervignano in primissima mattina e prende in direzione est. Guido (il 
compagno di viaggio) mi deve raggiungere a metà strada da Trieste per le 
9.00, ma a quell'ora in carso sta ancora venendo giù il mondo. 
Ritardiamo la partenza di 90 minuti per lasciare che cali un po'. Alle 
10 e 15 ci troviamo a Monfalcone.
Avevamo intenzione di salire dal lato sloveno (via Bovec-Vrsic-Kranjska 
Gora), ma è proprio la zona in cui sta ancora scaricando ettolitri di 
acqua. Scegliamo la meno emozionante ma più tranquilla via per la valle 
del Tagliamento e ci fermiamo per pranzo ad Ugovizza per approfittare di 
un magnifico piatto di tagliatelle coi finferli.
Ripartiamo e poco dopo entriamo in Austria. Attraversare Villach è un 
carnaio che ci porta via mezz'ora buona, e da Feldkirchen inizia a 
diluviare. Viaggiamo sotto l'acqua fino alla base dei Tauri (smette poco 
dopo Judenburg), nei quali ci infiliamo per raggiungere la prima tappa 
del nostro viaggio, Hohentauern (http://www.hohentauern.at/).
La strada che ci porta alla destinazione pare essere pensata per 
spremere la delinquenza motociclistica anche da chi ritiene di esserne 
sprovvisto.
La strada ancora fradicia, tuttavia, funge da freno sufficientemente 
efficace, nonostante il feeling di guida sul bagnato con 'ste gomme 
cambiate da poco (Diablo Strada) sia decisamente tutt'altro mondo 
rispetto a quelle vecchie (con le quali guidavo sul bagnato in preda al 
terrore più cieco).
Arriviamo ad Hohentauern e mi rendo velocemente conto che non ho portato 
via nulla di sufficientemente pesante per la montagna. Pazienza.
Doccia calda, cena a base di non-so-bene-cosa-ma-buono e una magnifica 
torta di mele.
Dopocena passeggiata nei dintorni, con un cielo che ha oramai schiarito. 
Fa decisamente freddo.



Sabato 19:
Fa un sacco freddo, e qui sorge una considerazione che è un appunto per 
il futuro: mai essere ottimisti nella scelta dell'abbigliamento per 
andare in moto. Nel dubbio, meglio avere un po' caldo. Tengo la cerata 
sopra la giacca: il tempo è bello e non piove, ma la giacca aiuta a far 
entrare meno aria.
Riprendiamo la strada e iniziamo l'attraversamento della Stiria. 
Pensieri in ordine cronologico.
- certo che anche 'sta strada è una gran figata.
- minchia, anche questa non scherza mica...
- cazzo, ma da queste parti sono fatte tutte così?!?
- merda, sono *davvero* tutte così...
Altra considerazione è la pervasività delle ferrovia da 'ste parti: 
anche solo il binario unico, ma passa pressappoco dappertutto, e 
spostano un sacco di roba con i treni merci. D'altra parte, a pensarci, 
chi le aveva costruite tutte le linee ferrate che attraversano in lungo 
e in largo le valli del Friuli e che noialtri abbiamo lasciato andare in 
malora?!?
Usciamo dalla Stiria ubriachi di curve nella tarda mattinata e da 
Scheibbs in su la strada diventa meno divertente, ma comunque godibile, 
e raggiungiamo Melk dove mi rendo conto di quanto è effettivamente 
grosso il Danubio.
Fa impressione soprattutto la velocità della corrente (uno si immagina i 
grossi fiumi pen più "paciosi", ma questo qui viaggia proprio) nonchè 
l'intensità di traffico fluviale che gli 'striaci ci convoglian sopra.
D'altra parte, mi ritrovo a ragionare sul fatto che attraverso tutta 
l'Austria abbiamo trovato davvero pochissimi camion (dovessi dire un 
numero, direi una dozzina in tutto), e l'uso di treni e chiatte fornisce 
una chiave di lettura plausibile.
Costeggiamo il Danubio fino a Krems, poi inizia l'infernale piana a nord 
delle Alpi. I villaggi da queste parti sono spesso piuttosto deprimenti, 
e c'è ben poco di segnalare. Ci fermiamo per pranzo (che resta 
dignitosamente sullo stomaco) e poi ripartiamo. L'avvicinamento al 
confine con la Repubblica Ceca è piuttosto agonizzante, ma quantomeno il 
paesaggio offre sporadici scorci bucolici degni d'apprezzamento mentre 
la strada scorre in mezzo a campi coltivati a perdita d'occhio.
Finalmente, attorno alle 3.30 giungiamo al confine. Scopriamo che oramai 
anche qui non serve nemmeno più la carta d'identità e proseguiamo fino a 
Znojmo.
Da qui pigliamo in direzione Brno, e se l'ultima parte del viaggio in 
terra austriaca è stato palloso, ci rendiamo rapidamente conto che qui è 
*molto* peggio.
Znojmo-Brno significa 60 Km di rettilineo su una strada che pare reduce 
da un bombardamento. Si ha tutto il tempo per elaborare le teorie più 
profonde, tra cui l'intima convinzione che a Brno hanno costruito un 
autodromo perchè i motociclisti Cechi, in preda all'intossicazione da 
rettilineo, pur di piegare si lanciavano nei fossi. Dargli qualche curva 
deve essere stata una missione umanitaria.
Parecchie troja^H^H^H^Hpensate più tardi, finalmente giungiamo a Brno e 
pigliamo direttamente in direzione dell'autodromo.
Una cosa che penso di aver notato in terra ceca (su base prettamente 
statistica) è che è opportuno tenersi lontano dalle auto con targa 
polacca, perchè guidano pressappoco come criminali.
Arriviamo all'autodromo giusto in tempo per veder sfrecciare l'arrivo 
della STK 600, e a vederli passare sulla linea del traguardo ti vien da 
pensare "minchia, ma se queste van così le SBK cacchio fanno"???
Vabbuò, non c'è altro da vedere se non qualche pilotino in erba, quindi 
vediamo di cercare un albergo.
Finiamo in un dignitosissimo Hotel 3 stelle palesemente ricavato da un 
ex-ospedale, e miracolosamente (o così mi sarei aspettato) troviamo 
posto al primo colpo.
Doccia, cena e a nanna preso.


Domenica 20:
giornata metereologicamente splendida e un sole infernale. Nuovo appunto 
per il futuro: ricordarsi che una giornata sotto il sole senza alcun 
riparo senza alcun tipo di crema solare non è una grande idea. Ho la 
faccia che sembra passata dentro a una bistecchiera, e penso di esser 
stato assai vicino all'insolazione. Fortunatamente, nel pomeriggio si 
rannuvola e sopravvivo.
Le gare son belle, (gara 2 di SBK una figata cosmica. E un gran "Bravo!" 
a Michel Fabrizio) e abbiam anche una posizione da cui vediamo bene ben 
4 curve. Vien da dire, tuttavia, che tutto sommato ci si capisce molto 
di più (e ci si godono le manovre) a vederle in TV. Di certo la 
telecronaca in ceco non ha aiutato.
Spettacolare però la vista della distesa di moto parcheggiate...
Finita gara 2 ci dirigiamo verso i paddock per vedere se riusciamo a 
fregare qualche foto gustosa, ma faccio in tempo ad arrivarci per 
accorgermi che nella calca di chi faceva altrettanto m'han fregato la 
macchina fotografica dallo zainetto-borsa_serbatoio.
Nuovo appunto per il futuro: mettere il lucchetto sulla borsa è stato 
geniale, ma non serve a un cazzo se ti dimentichi di chiuderlo.
La fotomacchina aveva 4 anni e non era certo un gioiello della tecnica, 
e quindi amen. Ma le foto mi ruga proprio...
Sconsolati, ritorniamo in albergo.


Lunedì 21:
Ci alziamo che ha appena smesso di piovere, e iniziamo i preparativi per 
il rientro. Mentre fisso le borse da sella saluto 4 ospiti tedeschi 
dell'albergo che a loro volta riprendono verso casa: 4 insospettabili 
ultra-sessantenni alla guida rispettivamente di
- CBR1000 RR
- VTR1000 SP2
- Hayabusa (quella nuova)
- GSX-R 1000 K6

Dato che tanto la strada è piatta ed è uno schifo, decidiamo di 
rientrare puntando verso Vienna: è piatta uguale, ma l'asfalto è molto 
migliore e ci si viaggia. La tortura dura meno.
Passati in territorio Austriaco si transita in un paesaggio collinoso e 
soffiato da un vento teso, abbastanza fastidioso ma costante. Non 
stupisce che in questa zona abbiano piantato un sacco di pale eoliche. 
Di queste, mi stupiscono soprattutto le dimensioni.
Mi ritrovo anche a pensare che non sono affatto brutte: certo non 
passano inosservate, ma danno al panorama un qualcosa di 
"caratteristico" tutt'altro che deprecabile.
D'altra parte, neanche i mulini a vento in Olanda eran "tipici", quando 
ce li hanno messi...
Arriviamo alla periferia di Vienna e ci ritroviamo intruppati nel 
traffico entrante, in mezzo ai semafori.
Restiamo parecchio sbalorditi dal fatto che le auto incolonnate su due 
corsie si facciano da parte per consentirci di scorrere nel mezzo.
"Proprio come da noi", mi vien da pensare.
Cerchiamo di raccapezzarci, ma finiamo per andare a bussola. Per un 
colpo di culo di troviamo correttamente ad imboccare la Romantikstraße. 
Ci fermiamo per una immancabile fetta di Sacher, poi ripartiamo e 
prendiamo in direzione St.Polten e poi verso sud, fino ad entrare tra le 
montagne e seguire un itinerario sostanzialmente simile a quello 
dell'andata, cercando di passare nel maggior numero di parchi naturali 
possibile. Ogni tanto qualche schizzo di pioggia lo troviamo, ma nulla 
che riesca anche solo a bagnare l'asfalto: al massimo qualche goccia che 
ci saluta dalle visiere. Ci fermiamo a dormire ad Admont, dove troviamo 
in un colpo solo la cena migliore e l'albergo più carino del viaggio.
Chiacchierando, a cena, ci ritroviamo a ragionare su come rispettare i 
limiti di velocità sulle strade austriache sia davvero facile: son 
limiti sensati. In extraurbano il limite è praticamente sempre a 100, e 
se la strada ha qualche punto più pericoloso, il limite di abbassa 100m 
prima per poi tornare come prima. Anche i transiti in prossimità dei 
paesi hanno limite normalmente a 70, che scende a 50 solamente se 
proprio la strada passa in mezzo all'abitato.


Martedì 22:
inizia male: piove abbondantemente. In realtà quando saliamo in sella ha 
anche smesso e si è aperto qualche squarcio, ma partiamo direttamente in 
tenuta da pioggia, che di tanto non sbagliamo.
E infatti, ci sciroppiamo una buona ora e 1/2 di acqua. Da questo punto 
di vista, apparentemente i Tauri ci portan bene, perchè di nuovo smette 
appena iniziamo a salire di nuovo ad Hohentauern. Da qui fino a Villach 
il tragitto è lo stesso dell'andata, ma almeno stavolta lo si fa 
all'asciutto. Il tempo fosse stato migliore avevamo anche ipotizzat di 
rientrare tenendoci a nord dei Tauri per passarli sulla 
Großglocknerstraße, ma vista la giornata l'idea di salire a 2500 non è 
troppo allettante; ci son ottime probabilità di trovarci la neve...
Arriviamo in Italia nel primo pomeriggio, e l'impatto non è dei 
migliori: i limiti di velocità appaiono palesemente apposti da un 
cerebroleso, e non fosse per le targhe verrebbe da supporre che girino 
solo polacchi. Dopo qualche decina di minuti, mi si resetta il cervello 
sugli standard nostrani.
Cervignano cerca di accogliere il mio ritorno con un temporalone 
memorabile, ma si prende in anticipo: da Udine in giù praticamente lo 
inseguiamo verso sud, passando dove ha palesemente appena smesso ma 
senza pigliare una sola goccia.



Conclusioni:

- esperienza da rifare, almeno per poter ri-scattare le foto che m'han 
fregato (Sgrunt.)
- la Stiria è una figata: potete girarvela in tutte le direzioni e 
faticherete molto a trovare strade motociclisticamente pallose


Tra 10 giorni vado in ferie (questi eran solo 3 giorni presi per 
l'occasione). Credo le userò per vedere com'è l'Austria con zavorra al 
seguito.


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01.01.
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