CAP 12 - Guepiere
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Il tocco della medusa
Sono la vostra Jasmine. Come avete visto non sono così cattiva come
posso sembrare oppure le cose non sono sempre come possono apparire e
sono io che a volte so dissimulare fino ad essere molto perfida.
Riflettei sul dialogo appena avuto e sulle possibili conseguenze.
L’idea che quel bamboccione del marito di Margherita potesse essere un
uomo in grado di tradire, me lo aveva reso di colpo interessante. Un
uomo che era in grado di deragliare dai binari della quotidianità non
era quel qualcosa di banale che m’era sempre stato raccontato.
Stranamente, Margherita non m’aveva mai detto quale fosse il suo nome
di battesimo, si riferiva a quell’uomo sempre con il generico
appellativo di “mio marito”, forse per una strana forma di pudore o di
riservatezza. M’aveva a lungo parlato delle stramberie che aveva
combinato, nel suo modo strampalato di ragionare, ma non me l’aveva
mai descritto fisicamente.
Come la maggior parte della mia clientela femminile, ne parlava solo
per lamentarsene da un lato ed esaltarlo dall’altro, senza mai trovare
il giusto mezzo.
Tentai di raggranellare con la memoria le poche informazioni in mio
possesso.
Avevo appreso che era molto dolce e affettuoso, ma anche che era un
indolente e un incapace. Sapevo che si comportava spesso stupidamente,
ma che era una persona molto intelligente.
Insomma il marito di Marghe’ era l’esatto prototipo del marito della
maggior parte della popolazione femminile mondiale, almeno così
risultava dalle descrizioni che avevo avuto. Infatti, era quasi una
prassi che le signore nel mio negozio denigrassero da un canto ed
esaltassero dall’altro la figura del marito, compagno, amico o
quant’altro .
Mi ritrovai così a chiedermi che razza d’uomo potesse essere in realtà
il marito di Marghe’. Se era vero che a lei piacevano i tipi coccoloni
era altrettanto vero che un uomo certa nell’amante l’esatto opposto di
ciò che è la moglie, quindi quell’uomo doveva avere un lato oscuro
che, fino ad allora, aveva tenuto nascosto.
I ragni, si sa, non sono molto interessati ai moscerini. Li
considerano una scocciatura. Sono piccoli. Arrivano in sciami.
S’agitano tanto, ma una volta digeriti non restituiscono nemmeno le
energie spese per immobilizzarli.
Ai ragni piacciono le vespe, perché si tratta di una sfida alla pari,
nella quale non è ben chiaro chi sarà la vittima e chi il carnefice.
L’idea che quest’uomo tranquillo fosse in realtà un uomo inquieto me
lo faceva vedere sotto una luce differente.
L’idea che lui fosse di un’altra, poco importa che quest’altra fosse
Marghe’ o l’amante, me lo rendeva stimolante notevolmente.
L’idea di coinvolgere questa depravata lei in qualcosa che ci avrebbe
reso complici nella corruzione di questo lui, mi stuzzicava
incredibilmente.
Qualcosa di perverso aveva messo in moto i miei neuroni e non avrei
trovato pace fino a quando quella che Marghe’ chiamava l’altra non
sarei stata io, a costo di cercare quest’uomo e convincerlo che ero io
ciò che lui da sempre aveva cercato.
Certo Marghe’ mi considerava un’amica e con questo? Io non avevo mai
detto la stessa cosa di lei. Lei per me era ed è solo una cliente da
intrattenere, nella speranza che compri qualcosa.
L’idea che lei avesse sempre tenuto nell’ombra il nome del marito, mi
suscitò curiosità. Mi serviva una talpa. Una persona di cui potessi
fidarmi e che, al tempo stesso, fosse talmente succube di me da
obbedire fedelmente ad ogni mio comando.
Questo non era un problema, di uomini che avevo reso succubi ne avevo
un distesa sterminata a cominciare dall’ultimo della fila: Gia’.
Restava solo da trovare la falla da cui entrare. Trovato!
Marghe’ m’aveva confessato che da quando s’era ritirata dal lavoro
l’era nata l’idea di ristrutturare la casa. Gia’ aveva un’impresa
edile ed era un architetto.
Proprio lui sarebbe stato la talpa ideale.
Il più era trovare il pretesto per farli conoscere. Lui a Marghe’
sarebbe risultato di sicuro simpatico. A lei i “teneroni” piacevano.
Magari tra i due sarebbe potuto nascere anche qualcosa, dopotutto le
donne nei momenti di maggior difficoltà risultano più fragili ai
corteggiatori e inclini al tradimento.
È così che spesso le famiglie esplodono in un’incredibile
deflagrazione. Un attimo prima sono una coppia stupenda. Solo un
istante dopo scopri che si sono lasciati e si sono trovati già
qualcuno con cui consolarsi.
Dio li fa e poi li accoppia? L’esatto contrario!
Come ho detto: dio non esiste, ma il diavolo sì. Tutto intorno a noi è
esaltazione del caos. Come la polvere che ogni giorno si riforma, lì
dove l’avevamo tolta, così il caos riporta disordine dove l’uomo –
invano – cerca di far ordine.
Guarda un po’, se Gia’ non avesse avuto quella maledetta fretta.
Sarebbero bastati pochi minuti di differenza e sarei riuscita a farli
incontrare e, quindi, a farli conoscere.
Provai a chiamarlo, ma il suo cellulare risultava irraggiungibile.
Provai a chiamare Marghe’, per sapere almeno il nome e il cognome di
suo marito. Di lei conoscevo solo il cognome da signorina anche perché
il suo, nei dintorni di Torino, era un cognome importante.
Che disdetta! Anche lei risultava irraggiungibile.
Tornai al negozio, mi misi dietro il balcone e, per ingannare il
tempo, scaricai la posta.
Esamini l’oggetto di ognuna di loro, ma non trovai nulla che attirasse
la mia attenzione più della malsana idea che mi frullava per la testa.
Visitai i newsgroup da me preferiti: quello di annunci a sfondo
sessuale, quello di foto amatoriali e infine quello di racconti
erotici, ma tutto pareva annoiarmi.
C’erano pochi nuovi post e di questi parecchi erano degli off-topic o
dei reply.
Per ammazzare il tempo, mi misi a scrivere un breve racconto che
descrivesse le mie attuali fantasie.
Tentai allora di materializzare una possibile immagine del marito di
Marghe’.
A detta di lei era molto “carino”, il che però equivale a dire di una
donna che è “un tipo”.
Marghe’ lo descriveva sempre come un cinquantenne ancora in forma,
focalizzai un paio di personaggi glamour di quell’età e ne trassi la
descrizione per il mio personaggio maschile.
Nelle confessioni più intime aveva accennato a lui come un bel torello
da monta, sfruttai la cosa per rendere il racconto piccante al punto
giusto.
Il resto fu parto della mia fantasia.
Prima di inviarlo lo corressi e, non lo nego, la rilettura mi eccitò
alquanto. Fosse entrato qualcuno in negozio, l’avrei fatto mio, ma
quel giorno sembrava tra i più fiacchi dell’anno, quasi fosse la
quiete che precede la tempesta.
Saviano Official web-site: http://www.webalice.it/saviano.andrea/default.htm
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| Date | Sujet | | Auteur |
| 24.07. |
 | CAP 12 - Guepiere | | | Saviano |
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