Ti ho letto fin qui, è terribilmente lungo per i miei standard di
attenzione (13,2 nanosecondi), ma ho resistito.
Prima di tutto rispondo alla tua domanda: Jasmine non è antipatica, è
solo un personaggio tetro ed esagerato: si pone domande filosofiche su
dio e il demonio, conserva una mantide religiosa, si paragona ad un
ragno... Insomma, a leggere la sua descrizione direi che lei stessa
vuole apparire sgradevole (o che l'autore la ritiene un personaggio
sgradevole). Il tutto, aggiunto al marito buono e scemo e alla moglie
intelligente e comprensiva rende la situazione piatta come una tavola da
surf. Il cretino diviso tra l'angelo del focolare e la maliarda: copione
già visto.
Per quanto riguarda l'opera nella sua interezza, direi che ha alti e
bassi: si regge molto sull'ironia, sulla capacità dell'autore di rendere
frizzanti le situazioni, ma è troppo, troppo lungo per i miei gusti.
Ciao
Stefano