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CAP 2 - Guepiere

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  Sujet:   CAP 2 - Guepiere  
 De: saviano.and...@alice.it (Saviano)
 Groupes: it.arti.scrivere
 Organisation: http://groups.google.com
 Date: 16. Jul 2008, 23:36:27
Poche idee, peraltro confuse


Avete presente un’altalena? Che c’azzecca l’altalena? Mi si consenta
di spiegarvelo.
Innanzitutto Jasmine.
“Ritrovarsi e dirsi ciao” o un “venga a prendere il caffè... da noi”
non avevano alcun legame con il fatto che lei fosse disponibile ad
iniziare una relazione o ad avere una semplice avventura con me.
Poi c’era Margherita.
Proporle qualcosa così di botto, senza aver perlomeno sondato il
terreno era un'idea a dir poco folle.
Quindi il fulcro della questione: Gianmarco, cioè io.
Già, come intendevo portare avanti la cosa?
Perbacco, vi sto confondendo le idee, me ne rendo conto perché mi sto
mandando in confusione da solo
Innanzitutto vi devo "spifferare" in cosa consisterebbe la mia
"impudica fissazione".
Ecco, da parecchi giorni ormai, il mio chiodo fisso era un rapporto a
tre. Di conseguenza, quello che dovevo riuscire a organizzare era una
tresca che si basasse su un particolare senso di complicità tra
Margherita e la sorgente stessa dell’idea insana: Jasmine.
Quella negoziante mi stimolava il folle proposito di sperimentare
qualcosa di "nuovo": la lussuria più sfrenata. Nel mezzo del cammin di
nostra vita, volevo inspiegabilmente provare il sesso inteso e vissuto
come piacere assoluto a prescindere dal numero e dal genere dei
partner – anche se quest’ultima ipotesi (il genere) era tutta da
verificare.
Il mio cervello matematico  elaborò d’istinto un paio d’equazioni:

(U+D)+D= OK

(U+D)+U= KO

Mia moglie, per come la conoscevo io, era una donna dotata di una
certa fantasia, ma proporle la condivisione del proprio uomo con
un’altra donna con, in più, un rapporto che presentava degli elementi
saffici... béh, era chiederle qualcosa di ben diverso rispetto alla
nostra "normale" sessualità di coppia, seppure vissuta con una certa
"disinvoltura".
Adesso che ci riflettevo attentamente sopra, mi accorgevo che la cosa
era stata talmente sentita come un'ossessione che, in realtà, nemmeno
io avevo sviluppato delle vere e proprie fantasie. Cosa avrei mai
potuto fare con due donne? Madre natura rende possibile la proprietà
distributiva di una donna rispetto a più uomini contemporaneamente:

D·(U+U)= : )

ma non il contrario:

U·(D+D)= : (

Ciò avrebbe dissuaso un qualsiasi maschio dotato di comune buon senso.
Non me, perché – come avrete intuito – io ne sono completamente privo..
Mi era bastato che per un attimo mi balenasse l'immagine del mio
"orgoglio virile" conteso tra loro due che ogni lontano barlume di
lucidità scomparisse per sempre dai miei neuroni.
Come gli scienziati devono ancora dimostrare, nonostante le prove
siano molte e documentate, il maschio umano ha un’estensione del
sistema neurale centrale che si colloca poco sotto della nuca.
La cosa mi aveva eccitato a sufficienza da indurmi a proseguire nel
mio progetto. Valutai pro e contro, quindi giudicai un elemento a mio
favore il fatto che Margherita già altre volte avesse "gradito" la
visione insieme ad altri di film "piccanti", dimostrandosi una "spice
girl". Non che io o il nostro rapporto n’avessimo bisogno, ma ogni
tanto con quegli "spettacolini" avevamo messo un po' di pepe – e anche
del peperoncino – sotto le lenzuola, conducendo le "fantasie" di
entrambi su quel limite del lecito che poi rende la pelle più
sensibile a ogni successiva "solleticazione". Dopotutto, l’equazione
che applicavamo era piuttosto semplice:

(U+D)·peperoncino=bomba

Ecco! Un film che proponesse un rapporto a tre poteva essere lo spunto
di riflessioni e la possibilità di sondare, tramite le indiscrezioni
che mia moglie avrebbe fatto, se la sua mente era pronta o meno a
recepire certi argomenti. In un certo senso si sarebbe trattato di una
speciale "prova audiometrica" per verificare se da quell’orecchio lei
ci sentisse più o meno bene.
Mi sorse spontaneo un dubbio: ma mia moglie gradiva la visione dei
film di quel genere o piuttosto apprezzava gli effetti che la loro
visione aveva su di me?
Lasciando da parte queste inutili questioni "filosofiche", passai
all’altra incognita reale di questo mio problema a variabili
complesse: Jasmine.
Con lei avrei potuto, vagamente, introdurre la questione relativa agli
scambi di coppia sotto forma di generica notizia giornalistica di un
qualche quotidiano e da lì cominciare la mia analisi psicologica nei
suoi confronti. Insomma avrei prima tastato il terreno, per poi magari
"tastare" ben altro...
Voi maschi è inutile che sorridiate, nei miei panni fareste tutti come
me e voi donne smettetela con i soliti luoghi comuni su noi uomini,
che tanto voi donne non siete poi così diverse.
Come si dice: se c’è chi vende è perché c’è chi compra. A buon
intenditore poche parole.
Partendo dalle bizzarrie del tempo e da altri luoghi comuni degni
d’ogni conversazione tra un "gentiluomo" e una "gentildonna", avrei
esplorato che tipo di femmina potesse mai essere una che vende
lingerie.
Il mio cervello girava a mille, fosse stimolato dal sommesso ronfare
del mio piccolo... ed ecco un’altra brillante idea: sarei potuto
andare a prendermi qualcosa di particolarmente sexy da lei e "sondare"
le sue "attitudini". Magari in una successiva occasione avrei potuto
portare anche Margherita a prendersi qualcosa di provocante,
verificando se tra le due fosse realizzabile una certa complicità.
Fui spaventato da un timore: e se poi fossero diventate amiche? Niente
di peggio può accadere ad un uomo che doversela vedere con due donne
che siano in combutta tra loro!
Ecco, mi ero scordato di un altro particolare: cosa avrei voluto in
fine dei conti?
[  ]	Avere un'esperienza elettrizzante,
[  ]	Avere una relazione duratura e consapevole con entrambe,
[  ]	Avere una sorte di harem.
Voi maschietti dove la mettereste la croce?
Non è certo facile una scelta di questo tipo.
Delirante?
Vero!
Bendarmi la testa prima di essermela rotta era prematuro.
Ricapitoliamo. Di sicuro il mio desiderio di fare sesso con Jasmine
c'era e altrettanto sicuramente ero deciso a farlo, perché le donne,
dopo lungo assedio, finiscono sempre per cedere.
Poi... il poi erano solo semplici ghiribizzi che mi frullavano per la
testa, come dite voi: deliri.
Accidenti, s’era fatto tardi. Corsi in bagno a rinfrescarmi e lavarmi
i denti, quindi mi recai verso la camera da letto come avrebbe fatto
un condannato a morte se ad aspettarlo ci fossero stati: un patibolo,
della corda e un boia.
Una volta entrato, la cosa che mi mise veramente in imbarazzo fu
vedere mia moglie sdraiata sul letto. Non stava dormendo, come
speravo, era ben sveglia e velata appena dalle trasparenze del suo
baby-doll. L'amavo, l'amavo alla follia e di sicuro era l'unica donna
che io sognassi d’avere al mio fianco per il resto della vita, eppure
la voglia di "assaggiare" il frutto proibito del bene e del male:
Jasmine, mi stava dilaniando. Insomma, non credo sia difficile intuire
come tra invecchiare insieme e dare una "botta" di vita ci sia una
notevole differenza.
Esaminai il mio aspetto, fissandomi nello specchio a persona intera
che è all’interno della nostra stanza matrimoniale. Non ero poi messo
male per aver varcato ormai da un bel po' la trentina. Certo non avrei
mai potuto competere fisicamente con un ventenne, ma con l'esperienza
che avevo acquisito con le donne, avevo guadagnato parecchi punti in
fascino. Si dice che in gioventù si è bravi a "dare" – cioè si punti
al sodo – ma non a "dire" – cioè ad utilizzare le parole giuste per
raggiungere il fine. Io ora ero certamente diventato bravo a dire, in
quanto a dare... non mi pareva d'essere peggiorato granché. Posto che
mia moglie, in quei momenti, non simulasse...
« Amore, ma lo sai che ti trovo ancora un bell'uomo? » Disse lei,
all’improvviso.
Strano, un attimo prima non m'ero trovato poi cosi male, ma adesso che
mia moglie aveva esordito con quella frase... mi sentivo invecchiato e
decisamente soprappeso, anzi ai miei occhi l'addome che l’immagine
nello specchio mi restituiva s'era improvvisamente gonfiato a
dismisura.
« Vecchio e grasso ecco quello che sono! »
Fu la mia risposta sconsolata. Improvvisamente anche tutte le certezze
che avevo maturato sulla possibilità di conquistare Jasmine erano
svanite.
« Allora mi vuoi parlare di quello che non mi hai voluto raccontare a
cena? Si tratta del lavoro? Problemi? » Chiese mia moglie.
Il lavoro... lì avrei potuto trovare il pretesto che mi avrebbe
concesso ben due vantaggi:
una buona scusa con il chiaro intento di temporeggiare con Margherita,
dopotutto per rivelare il mio "oscuro" progetto ci sarebbero state
altre occasioni,
una pezza d'appoggio per avere più tempo e dedicarmi a Jasmine.
« Sì amore, credo che dovrò fare parecchio straordinario nei prossimi
giorni e, accidenti, avrò meno tempo da dedicare a te e alla famiglia!
» Dissi tutto ciò con un'espressione realmente addolorata.
Non sghignazzate, come minimo mi sarei meritato un paio di candidature
al premio Oscar, la prima come miglior attore protagonista e l’altra
per la sceneggiatura non originale.
« Tutto qui? Chissà cosa mi credevo! Mi avevi fatto preoccupare.
Comunque se proprio devi... non ti preoccupare... » mi rassicurò lei.
Bene, anzi benissimo. Adesso mi sarebbe bastato essere solo più
avveduto e meno imprudente. Dopo le consuete coccole, gli altrettanto
consueti "fuori orario", arrivò anche per me – seppur fossi un non
credente – il meritato riposo del buon cristiano.
Ora, per quel che riguardava il giorno seguente, i successivi sogni
avrebbero molto probabilmente stimolato a sufficienza la mia fantasia
in modo da escogitare qualcosa di più ingegnoso di quello a cui finora
avevo pensato.
Questo era quello che pensavo, ma in realtà gli avvenimenti successivi
andarono in modo leggermente diverso, ma per saper il come bisogna
andare avanti con questa storia.

official web-site: http://www.webalice.it/saviano.andrea/default.htm


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01.01.
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