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"E poi, alla fine, si accorse persino di essere felice."

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  Sujet:   "E poi, alla fine, si accorse persino di essere felice."  
 De: padd...@gmail.com (Padda)
 Groupes: it.arti.scrivere
 Organisation: TIN.IT (http://www.tin.it)
 Date: 13. Jul 2008, 18:39:51
E poi, alla fine, si accorse persino di essere felice. E la cosa lo 
spiazzò come un pugno dritto nello stomaco.
Si era abituato, negli anni, a gestire qualsiasi tipo di emozione, la 
rabbia, l'angoscia, la sofferenza, il dolore; non la felicità. Ora, 
senza che ne fosse preparato, proprio lei si era insuinata nella sua 
esistenza in maniera ironica e crudele. Tra le altre cose, tra i suoi 
mille problemi, le occasioni da gestire, gli appuntamenti da fissare, le 
riunioni, i discorsi, tra tutto queste cose ci si era messa anche 
questa: la felicità. A scuola non gli avevano insegnato a trattare una 
situazione così delicata. È vero, aveva imparato a condurre una vita 
meticolosa, a preparare con cura ogni suo gesto, ogni sua carezza, ogni 
suo pensiero. Non faceva nulla che non fosse stato prima sapientemente 
studiato, sezionato ed assimilato, nulla sul quale  non avesse avuto con 
certezza il pieno controllo. Era diventato un manager dei sentimenti, 
simulava nella sua mente una vita degna e credeva che nel suo mondo 
perfetto non vi fosse spazio alcuno per l'imperfezione. Nè per 
l'improvvisazione. Per questo odiava fortemente gli umori improvvisi, 
erano come un cambiamento di fronte, una specie di crepa sul 
meraviglioso muro che divideva lui dalla realtà, la realtà vera. Che lo 
isolava da un'ambiente circostante dal quale si guardava con 
circospezione. La felicità, decisamente, era una crepa. Anzi, era la 
crepa più grossa di tutte, quella che si allarga a dismisura, quella che 
contagia; quella che, ne era ormai tragicamente certo, avrebbe presto 
fatto crollare in mille pezzi il suo muro.
Avrebbe dovuto fare qualcosa, studiare un piano per uscire da quella 
situazione. Forse gli sarebbe bastato non pensarci, fingere di non 
essere felice. Caricarsi di preoccupazioni, tormentarsi persino con 
problemi non suoi: tutto solo per scacciare quel brivido improvviso, 
quel leggero senso di gioia che sentiva, come un macigno, pesare sulla 
propria pelle. Ma non ne ebbe la forza, nè il tempo. Non riuscì affatto 
a liberarsi di quel peso, e forse in cuor suo nemmeno desiderava 
veramente farlo. Sentiva di stare cambiando, e nonostante questa cosa lo 
avesse sempre intimorito ed avesse cercato in tutti i modi di 
guardarsene, ora che gli stava accadendo veramente non aveva alcun 
motivo concreto per trattenersi. Non trovò nessuna ragione veramente 
sensata per combattere questa crisi improvvisa. Se ne lasciò 
semplicemente attraversare, come un fulmine attraversa il cielo 
travolgendo le stelle e rompendo l'oscurità della notte. Si sentiva come 
la notte. Avvertiva di essere scuro, dentro. E di non avere neanche una 
stella. Scuro e basta. E quel breve impulso di luce, quell'attimo che 
durò veramente  solo per un attimo, valse per lui più dei centomila 
attimi che credeva, con impertinenza, di avere già vissuto. Perchè 
quell'attimo fu, per la prima volta, diverso. Tutti i sentimenti che 
aveva fino ad allora provato, tutte quelle cose che sapeva gestire con 
la precisione di un abile truffatore dell'anima, gli sembrarono in 
quell'istante totalmente inutili. Gli parve di aver gettato al vento 
anni di vita intensa, barattati con anni di inutile sofferenza. E capì 
che a nulla sarebbe valso cercare ancora di trovare un rimedio alla sua 
esistenza soffocata. Nulla l'avrebbe ora salvato da questa travolgente 
girandola di emozioni, nulla l'avrebbe potuto aiutare ad uscire da 
quell'attimo che non sapeva gestire, che l'aveva così follemente 
costretto a ricredersi. A gettare all'aria ogni sua convinzione, 
ricostruendo pezzo per pezzo, dalla base, se stesso.
Ormai, ed anche lui lo sapeva, era divenuto un prigioniero della 
felicità. E nonostante si fosse convinto a pensare che la cosa non gli 
sarebbe per niente piaciuta, in verità non gli dispiacque, non gli 
dispiacque affatto.

(A.P.)

-- 
TUTTA COLPA DELL'ESTATE. Un romanzo sull'amicizia, sull'amore, e sulla 
necessità di diventare grandi. http://colpadellestate.altervista.org

Il mio blog: FRAMMENTI SPARSI. http://frammentisparsi.wordpress.com


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