Capita, nel mese del mare, luglio, che una mattina ti svegli e fuori
sai che è buio.
Non perché è notte, ma perché senti le nuvole, sai che ci sono.
Sai che la calura le ha chiamate e presagisci la pioggia, ti rendi
conto che la desideravi.
Le serranda è tirata giù e tu non sai perché hai questa certezza,
allora ti concentri alla ricerca di una risposta. Non sei ancora del
tutto sveglio, ma in quello stato di beatitudine, tra il sonno e la
veglia, SE hai riposato bene tutta la notte.
Poi lo senti lontano, il rumore del mare, grosso di onde.
E ad ascoltar meglio dall’alto arriva l’eco del vento tra che chiome
larghe dei pini marittimi e il contraltare delle foglie di palma che
sbattono con battiti legnosi.
Santa Marinella è un posto di mare come tanti.
Le tortore rùcculano di là dal muro del parco di una villa storica. E
l’usignolo, quello stesso che s’appoggia sui rami dell’oleandro del
mio giardinetto dai tempi che ero piccola. L’oleandro era un cespuglio
e ora un albero alto, pesante di fiori rosa acceso.
Un tuono rotola nel cielo.
Sono ad occhi chiusi e so com’è fuori.
Di lontano immagino arrivare l’odore di una pioggia vicina.
Quando piove a luglio, le gocce sono più grosse e gelate.
Bello al mattino non indossare il solito pareo.
E uscire in jeans e camicia, col maglioncino bleu allacciato in vita.