Ed ecco Nicola Cesari, tra i combattenti della libertà, nella
pattuglia più avanzata dell’immaginazione , ieratico pittore di
Maglie, con le sue voragini di sogni ricordi desideri speranze, uno
che porta l’abisso dei profondi blu nei suoi quadri che hanno il
suono triste degli strumenti blu , o il grande respiro dell’organo ,
dal suo largo alla marcia solenne del filosofare che sa incorporare le
ferite di una storia personale in un senso tragico della vita. Ma
anche la nostalgia che il blu di per sé induce , il desiderio del
bianco che ti fa desiderare di tornare a casa , ma ormai il ritorno è
precluso perché non conosci più il luogo da dove sei partito la prima
volta. C’è Kandisnskij e Cezanne , che diceva: il blu dà agli altri
colori la loro vibrazione , per cui bisogna usare in un dipinto una
certa dose di blu. Ma nei blu di Cesari c’è anche una dose del
romanticismo di Stevens, del suo “L’uomo con la chitarra blu”,
un’opera di pura immaginazione. “ Intelletto e immaginazione sono
entrambi blu”, ma anche il mare caldo del sud nelle antiche parole
greche era chiamato blu, e per Tertulliano e Isidoro di Siviglia “blu”
era sia il mare che il cielo del sud.
Artista finissimo, aristocratico, ricercatore e sperimentatore ,
Nicola Cesari sa del dramma di un petalo in fioritura su un nero ramo
bagnato , ma anche dei fucilati di Goya coi blu, i cobalto, lo sfondo
dei verdi smeraldo , o del vecchio Baudelaire , con il boudoir pieno
di rose appassite , e le macerie , le irrealtà e il mistero senza fine
bello dei crepuscolari e conosce il blu skin , il meticcio, il sangue
misto. Dentro di lui c’è il suo maestro, Bodini , e i suoi tramonti
di sangue da bestie macellate, ma anche un Benn prismatico che
lavora sui vetri , alla ricerca dell’algebra dei frutti maturi , - con
quelle sue notti piene , totali, assolute, cosmiche , blu, che di più
non si può, coi cieli e mari affamati , da tutto quell’ultimo vuoto
rotante , privo di significato o dai sconosciuti percorsi delle nubi
che stanno sotto di noi, dai voli della luce , dall’oblio degli eoni,
dal campo dei papaveri , dal fiato del mondo , dall’apoteosi del
nulla.
La sua mente si muove nel silenzio, e nel silenzio si muove tutto il
suo essere , e la sua anima non può che parlare per immagini. Per
questo c’è bisogno di concentrazione e di silenzio per guardare
dentro il quadro di Cesari , artista sensibile a tutte le letterature
e le religioni , con la volontà di immergersi nel profondo mondo
psichico dell’uomo , nelle immagini primordiali , magiche e mitiche
che lì, sulla tela, s’incontrano
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augusto