Molti anni dopo questo incontro con Nocera , un altro amico comune ,
un poliedrico, che ha diversi registri, diverse scansioni, diverse
tonalità, diversi gradi di sensibilità , e una lampada sempre accesa
con cui cerca “l’uomo”, parlo di Elio “Diogene” Scarciglia, poeta
dell’immagine , mi fa avere un suo libro con annesso documentario in
dvd dal titolo emblematico, “Sembra quasi che il sole tramonti”,
Terra d’Ulivi, 2007 . Ed è per me come un volo di Icaro . Vi
ricordate quel famoso quadro di Matisse , quella figura appiattita e
nera nel
cielo azzurro durante la sua caduta libera tra le stelle? Il figlio di
Dedalo , sciolte le sue ali di cera al sole , continua a precipitare
nella notte cosmica simile alle notti insonni di Edoardo , in fuga
perenne dalla realtà, dai suoi mali e dalle sue angosce. “Me ne fotto
della vita, con la morte ho un rapporto , con la morte…Me ne vado in
cielo , me ne vado in mezzo agli angeli, alle sante, alle madonne” .
Elio , ha realizzato un’opera di scavo, di grande sensibilità, in cui
arte e vita vanno insieme fino alle estreme drammatiche
conseguenze. “Bisogna dire – scrive Carpentieri –
che il documentario affronta la figura di De Candia dal suo interno,
in una sorta di dimensione - e forse proprio per questa lenta per
ritmo - che lo mette a nudo e lo rivela in tutta la sua complessità
emotiva …seguendolo in un percorso
temporale a cui danno immagine il giovane Emanuele Scarciglia ( molto
somigliante nel ruolo di Edoardo) e voce tanti volti noti della
cultura leccese, alcuni dei quali amici storici dell'Artista”. Elio ha
voluto spazzar via ogni residuo di retorica sul clichè tardoromantico
dell’artista maledetto , ha bruciato sull’altare della verità e
dell’onestà intellettuale ogni falso sentimentalismo, ha fatto un falò
d’ogni pregiudizio , ma anche di ogni dietrologia . Si è sforzato di
mettere a nudo , e a fuoco, il personaggio , nella sua complessità,
nelle sue mille e una sfaccettature, personaggio che lui non aveva
conosciuto, in quanto si trovava lontano da Lecce e dal Salento. Ed è
riuscito a mio avviso a restituirci un Edoardo vivo , con la sola
forza dell’immagine e dell’evocazione Nessuna immagine patinata o
convenzionale, nessun volo pindarico, nessuna
forzatura , ha fatto parlare e vivere il pittore attraverso i fatti,
le sue parole e le testimonianze di tutti quelli che l’hanno
conosciuto . Poi ha steso il tutto su un grande pannello, come un
grande unico quadro, e , per velature, ne ha
delineato i contorni, sfumato le immagini in un narrato essenziale,
con musiche originali di Andrea Senatore . Poi ha raccolto tutte le
opere che poteva , tempere e disegni , le ha fotografate da par suo ,
e ne fatto un libro , un mazzo di fiori straordinario dai colori
incredibili , che stanno lì a testimoniare il talento mostruoso di
questo artista originalissimo, unico, con una energia , “una forza
extraumana che imprime nel suo segno eroico forte di secoli, di
millenni” , come disse Raffaele De Grada.
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augusto