E la musica cinese , e la filosofia orientale , il pagliaro della
spiaggia di San Cataldo, dove passavi le tue notti insieme ai sorci e
mettevi da parte le patate bollite anche per loro? Sono tutte cose –
continuava Nocera - che trovi in quel gioiello di libro che
è “Edoardo”, Edizioni d’Ars, 1998, di Antonio Massari, fraterno amico
d’infanzia di De Candia . E’ uno che vive da molti anni a Milano, uno
in gamba, che ha trovato la propria strada. E’ il figlio del celebre
pittore Michele, lo ricorderai, uno dei più significativi della
stagione d’oro leccese. E’ pittore anche lui ed è bravo, ma è
anche uno scrittore vero , uno che scrive da dio.
Edoardo fu il primo figlio dei fiori del Salento , uno di quelli che
fate l’amore non fate la guerra…(“Solo amore amore, niente altro,
solo amore. Senza
amore noi muti rabbrividiamo ”) , ma non ha mai mosso un dito per
fare qualcosa di concreto , con costanza, con applicazione, con
serietà. Niente. “Solo pittare , sempre pittare, e lavorare mai”?,
gli dicevano padre e madre. Ha fatto di tutto per annientarsi…Alla
fine i genitori lo hanno fatto rinchiudere in manicomio e così sono
riusciti a fargli perdere quel minimo di contatto con la realtà ,
realtà che non capiva e non amava. ( “I miei genitori erano colpevoli,
ma i medici erano ancor più fessi e colpevoli di loro”)
Lecce gli stava stretta, lo soffocava. E allora eccolo a Roma , la
Roma della dolce vita di Via Veneto, delle trattorie e delle baldorie
trasteverine , delle passeggiate sotto i platani barocchi , i musei
foderati di travertino . “Si beveva e si leggevano poesie con Carmelo
Bene e Ugo Tapparini , si leggeva spesso “Il poeta contumace” di
Corbiere tradotto dal grande Vittorio Pagano , quello dell’atto
definitivo. Sì beveva e si andava a donne , si beveva e si
pittava , si faceva arte…. Con la vendita dei nostri quadri Carmelo
affittò il teatro - laboratorio in via Roma libera dove ci fu la
prima minzione in pubblico da parte di Alberto Greco, il pittore
argentino morto suicida a Parigi, e subito dopo quella dello stesso
Bene. Edoardo dormiva , o stava sotto i monumenti , gli archi e le
colonne , pieno di stupore , come un gatto randagio o un Cristo a
ridere , a gola aperta e denti scoperti.
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augusto