Chiedo scusa se irrompo in questo newsgroup con una domanda banale ma da
diverse ore passo da un sito all'altro cercando di trovare la risposta ad
alcuni quesiti sul test di Turing e devo dire che non sono riuscito a
capirci molto. In particolare cercavo di comprendere per quale motivo una
macchina si possa definire pensante se e (mi sembra di capire) solo se è
capace di superare il test. Sarò limitato ma non riuscivo a trovare una
sola ragione per giustificare questo fatto. Anzi,più ci pensavo e più mi
venivano dubbi! Ad esempio mi sono chiesto cosa accadrebbe se si dovesse
distinguere non tra computer ed un uomo adulto ma, ad esempio, tra macchina
ed un bambino. La macchina fallirebbe ancora? E se non fosse possibile
distinguere tra macchina ed individuo potremmo necessariamente concludere
che la macchina pensa o non dovremmo piuttosto, in maniera simmetrica,
concludere che è l'individuo che è incapace di pensare? Ed ancora, perché
questa grande importanza al linguaggio? Se cercassimo di distinguere tra un
uomo appartenente ad una tribù con linguaggio limitato, cosa accadrebbe? E
come viene standarizzato il test? come viene condotto? Quali domande si
possono porre per metter in imbarazzo il computer (immagino che chiedere il
colore degli occhi sia poco probante!)? E quale è il ruolo della cultura?
Tutti gli esaminatori sono in grado di "capire" e distinguere tra uomo e
macchina oppure capita che qualcuno fallisca?..... mentre cercavo le
risposte a queste mie domande, mi sono imbattuto in John Rogers Searlee e
alla sua critica al test ma sono inciampato sul concetto di "stanza
cinese"! Dire che, se prima avevo le idee poco chiare, adesso le ho
"completamente confuse", è dire poco! Mi è sembrato di capire (più che
altro ho intuito!) che secondo Searle poco importa se la macchina sia in
grado di passare il test perché in realtà i suoi ragionamenti portano a
concludere che a priori ed “in ogni caso†la macchina NON è in grado di
pensare. Ma questo punto mi sono perso del tutto! Qualcuno potrebbe
gentilmente chiarirmi le idee?
Paolo