L'ultimo confine
Un pomeriggio plumbeo e nebbioso.
Da Bologna parte un uomo che ha deciso di abbandonare per sempre l'Italia. E'
stanco, deluso, amareggiato. Non sopporta più le meschinità dei dirigenti
del Comune nel quale ha lavorato vent'anni. Il dottor Franz Kalbian non è
stato sempre e soltanto un funzionario. Da sempre alla ricerca di quell'ideale
di giustizia sociale che animava i primi anni 70, è stato prete, è entrato
nell'Opus Dei. Deluso dall'ipocrisia e dalle troppe cose che ha appreso
lavorando in Curia, ha lasciato la Chiesa si è iscritto al Partito
Comunista, diventando in breve tempo collaboratore del temuto KGB. Ora Franz
è uno sbandato. Ha lasciato il poco che aveva alle spalle e parte, senza
alcun rimpianto.
Chi è allora Franz?
La verità e che forse esistono più "Franz": lo studioso che indaga sulle
origini del pensiero filosofico, il rivoluzionario che combatte una guerra
personale; il criminale, lo psicopatico, l'uomo che sarà obbligato a rapire
un ufficiale della Cia per conto di una "Organizzazione" che mira a un
diverso assetto del mondo.
Birrerie, treni, autobus. Il romanzo si dipana in un continuo viaggio, fino
a diventare metafora dell'inquietudine di una generazione che ha perduto
valori e riferimenti e, con questi, la sua identità.
"L'ultimo confine" è frutto di fantasia, anche se l'elemento autobiografico
resta sempre sullo sfondo.
Il volume, di Alberto Bianco, direttore della Biblioteca Savonese, sarà in
Libreria a fine aprile.
E' tuttavia già prenotabile, al prezzo di 10 E.,
presso l'Editore TecnoStampa:
tel.: 019-488.175, E-mail: info@tecnostampa93.it