24 Luglio - Santa Cristina di Bolsena, Vergine e Martire
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Sujet: 24 Luglio - Santa Cristina di Bolsena, Vergine e Martire
De: vandeano....@inwind.it (IL VANDEANO)
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Date: 24. Jul 2008, 20:34:37
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24 Luglio
Santa Cristina di Bolsena, Vergine e Martire
Bolsena, IV secolo
Patronato: Mugnai
Etimologia: Cristina = seguace di Cristo
Emblema: Palma, Ruota
Martirologio Romano: A Bolsena nel Lazio, Santa Cristina, Vergine e Martire.
Cristina fa parte di quel Gruppo di Sante Martiri, la cui morte o i supplizi
subiti si imputano ai padri, talmente snaturati e privi di amore, da
infliggere a queste loro figlie i più crudeli tormenti e dando loro la
morte, essi che l'avevano generate alla vita.
Da scavi archeologici eseguiti fra il 1880 e il 1881 nella grotta situata
sotto la Basilica di Santa Cristina a Bolsena, si è accertato che il Culto
per la Martire, era già esistente nel IV° secolo; dal fondo della
grotta-Oratorio si apre l'ingresso alle Catacombe, che contengono una sua
Statua Giacente in terracotta dipinta ed il Sarcofago dove furono ritrovate
le Reliquie del Corpo della Santa.
Al tempo dell'imperatore Diocleziano (243-312) la fanciulla di nome
Cristina, figlia del 'Magister Militum' di Bolsena, Urbano, era stata
rinchiusa dal padre insieme con altre dodici fanciulle, in una torre
affinché venerasse i simulacri degli dei come se fosse una vestale.
Ma l'undicenne Cristina in cuor suo aveva già conosciuto ed Aderito alla
Fede Cristiana, si rifiutò di venerare le statue e dopo una Visione di
Angeli le spezzò.
Invano supplicata di tornare alla fede tradizionale, fu arrestata e
flagellata dal padre magistrato, che poi la deferì al suo tribunale che la
condannò ad una serie di supplizi, tra cui quello della ruota sotto la quale
ardevano le fiamme.
Dopo di ciò fu ricondotta in carcere piena di lividi e piaghe; qui la
giovane Cristina venne Consolata e Guarita Miracolosamente da tre Angeli
scesi dal Cielo.
Risultato vano anche questo tentativo, lo snaturato ed ostinato padre la
condannò all'annegamento, facendola gettare nel Lago di Bolsena con una mola
legata al collo.
Prodigiosamente la grossa pietra si mise a galleggiare invece di andare a
fondo e riportò alla Riva la Fanciulla, la quale calpestando la pietra una
volta giunta, lasciò (altro prodigio) impresse le impronte dei suoi piedi;
questa pietra fu poi trasformata in Mensa d'Altare.
Di fronte a questo miracolo, il padre scosso e affranto morì, ma le pene di
Cristina non finirono, perché il successore di Urbano, il Magistrato Dione,
infierì ancora di più.
La fece flagellare ma inutilmente, poi gettare in una caldaia bollente piena
di pece, resina e olio, da cui Cristina uscì incolume, la fece tagliare i
capelli e trascinare nuda per le strade della Cittadina Lagunare, infine
trascinatala nel tempio di Apollo, gli intimò di adorare il dio, ma la
Fanciulla con uno sguardo fulminante fece cadere l'idolo riducendolo in
polvere.
Anche Dione morì e fu sostituito dal Magistrato Giuliano, che seguendo i
suoi predecessori continuò l'ostinata opera d'intimidazione di Cristina,
gettandola in una fornace da cui uscì ancora una volta illesa; questa
fornace chiamata dal Bolsenesi 'Fornacella', si trova a circa due km a sud
della Città; in un appezzamento di terreno situato fra la Cassia ed il Lago,
nel Medioevo fu inglobata in un Oratorio Campestre.
Cristina fu indomabile nella sua Fede, allora Giuliano la espose ai morsi
dei serpenti, portati da un serparo marsicano, i quali invece di morderla,
presero a leccarle il sudore, la tradizione meno realistica della leggenda,
vuole che i serpenti si rivoltarono contro il serparo mordendolo, ma
Cristina mossa a Pietà, lo Guarì.
Giuliano le fece tagliare le mammelle e mozzare la lingua, che la fanciulla
scagliò contro il suo persecutore accecandolo. Infine gli arcieri, come a
San Sebastiano, la trafissero mortalmente con due frecce.
Le Reliquie ebbero anche loro un destino avventuroso, furono ritrovate nel
1880 nel Sarcofago dentro le Catacombe poste sotto la Basilica dei Santi
Giorgio e Cristina, Chiesa risalente all'XI° Secolo e Consacrata da Papa
Gregorio VII nel 1077.
Le Reliquie del Corpo, anzi di parte di esso sono Conservate in una Teca,
parte furono trafugate nel 1098 da due Pellegrini diretti in Terrasanta, ma
essi giunti a Sepino, Cittadina Molisana in Provincia di Campobasso, non
riuscirono più a lasciare la Città con il loro Prezioso Carico, per cui le
donarono agli abitanti.
Questo l'inizio del Culto della Santa molto vivo a Sepino, le Reliquie
Costituite oggi solo da un Braccio, sono Conservate nella Chiesa a lei
Dedicata; le altre Reliquie furono Traslate tra il 1154 e 1166 a Palermo,
che Proclamò la Martire sua Patrona Celeste, Festeggiandola il 24 Luglio ed
il 7 Maggio; la Devozione durò almeno fino a quando non furono "Scoperte"
nel secolo XVII° le Reliquie di Santa Rosalia, diventata poi Patrona
Principale. A Sepino, Santa Cristina viene Ricordata dai Fedeli ben quattro
giorni durante l'anno.
A Bolsena, Santa Cristina viene Festeggiata con una Grande Manifestazione
Religiosa, la Vigilia della Festa il 23 Luglio sera, nella oscurata Piazza
antistante la Basilica, viene portato in Processione il Simulacro della
Santa posto su una 'Macchina' a forma di Tempietto, contemporaneamente sulla
destra del Sagrato si apre il sipario di un palchetto illuminato, dove un
quadro vivente rappresenta in silenzio una scena del Martirio e ciò si
ripete in ogni Piazza e su altrettanti piccoli palchi dove giunge la
Processione; la Manifestazione è chiamata "I Misteri di Santa Cristina".
La Processione cui partecipa una folla di Fedeli, si svolge per Strade e le
Piazze di Bolsena, finché arriva in cima al paese nella Chiesa del
Santissimo Salvatore, lì la Statua si ferma tutta la notte e la mattina del
24, giorno della Festa Liturgica di Santa Cristina, si riprende la
Processione di ritorno con le stesse modalità e giungendo infine di nuovo
nella Basilica a lei Dedicata.
I "Misteri" sono una Manifestazione Religiosa che sin dal Medioevo, Onora
alcuni Santi Patroni in varie Città d'Italia specie del Centro.
Bisogna infine qui ricordare che la Basilica di Santa Cristina possiede
l'Altare
che come già detto è formato dalla pietra del supplizio della Martire e che
proprio su quest'Altare nel 1263 un Sacerdote Boemo, che nutriva dubbi sulla
Verità della Presenza Reale del Corpo e Sangue di Gesù nell'Eucaristia,
mentre Celebrava la Messa, vide delle gocce di Sangue sgorgare dall'Ostia
Consacrata, che si posarono sul Corporale e sul Pavimento, l'evento fu
riferito al Papa Urbano IV, che si trovava ad Orvieto, il quale istituì
l'anno
dopo la Festa del Corpus Domini.
La 'Passione' di Santa Cristina ha costituito un soggetto privilegiato da
parte degli artisti di ogni tempo, come Signorelli, Cranach, Veronese, Dalla
Robbia, i quali non solo la rappresentarono in scene del suo Martirio con i
suoi Simboli, la mola, i serpenti, le frecce, ma arricchirono con le loro
opere di pittura, scultura e architettura, la Basilica a lei Dedicata,
maggiormente dopo avvenuto il Miracolo Eucaristico.
Autore: Antonio Borrelli
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Tratto dal sito: www.santiebeati.it

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