GMG 2008 - Discorso del Papa nell'incontro con i rappresentanti di altre religioni
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Sujet: GMG 2008 - Discorso del Papa nell'incontro con i rappresentanti di altre religioni
De: amicidilazzaro...@yahoo.it (Amici di Lazzaro)
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Date: 23. Jul 2008, 20:21:36
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Discorso del Papa nell'incontro con i rappresentanti di altre religioni
SYDNEY, venerdì, 18 luglio 2008 (ZENIT.org).- Pubblichiamo di seguito il
discorso pronunciato da Benedetto XVI nell'incontrarsi questo venerdì con
una quarantina di rappresentanti di altre religioni nella Sala Capitolare
della St. Mary's Cathedral a Sydney.
* * *
Cari amici,
rivolgo un cordiale saluto di pace e amicizia a tutti voi che siete qui in
rappresentanza di varie tradizioni religiose presenti in Australia. Sono
lieto di questo incontro e ringrazio il Rabbino Jeremy Lawrence e lo Sceicco
Shardy per le parole di benvenuto che hanno formulato a nome loro e delle
vostre rispettive comunità. L'Australia è rinomata per l'affabilità dei suoi
abitanti nei confronti del prossimo e del turista. È una nazione che tiene
in grande considerazione la libertà di religione. Il vostro Paese riconosce
che il rispetto di questo diritto fondamentale dà a uomini e donne la
possibilità di adorare Dio secondo coscienza, di educare lo spirito e di
agire secondo le convinzioni
etiche derivanti dal loro credo.
L'armoniosa correlazione tra religione e vita pubblica è tanto più
importante in un'epoca nella quale alcuni sono giunti a ritenere la
religione causa di divisione piuttosto che forza di unità. In un mondo
minacciato da sinistre e indiscriminate forme di violenza, la voce concorde
di quanti hanno spirito religioso stimola le nazioni e le comunità a
risolvere i conflitti con strumenti pacifici nel pieno rispetto della
dignità umana. Una delle molteplici modalità in cui la religione si pone al
servizio dell'umanità consiste nell'offrire una visione della persona umana
che evidenzi la nostra innata aspirazione a vivere con magnanimità,
intessendo legami di amicizia con il nostro prossimo. Nella loro intima
essenza, le relazioni umane non si possono definire in termini di potere,
dominio e interesse personale.
Al contrario, esse riflettono e perfezionano l'inclinazione naturale
dell'uomo
a vivere in comunione e in armonia con gli altri. Il senso religioso
radicato nel cuore dell'uomo apre uomini e donne verso Dio e li guida a
scoprire che la realizzazione personale non consiste nella gratificazione
egoistica di desideri effimeri. Esso, piuttosto, ci guida a venire incontro
alle necessità degli altri e a cercare vie concrete per contribuire al bene
comune. Le religioni svolgono un particolare ruolo a questo riguardo, in
quanto insegnano alla gente che l'autentico servizio richiede sacrificio e
autodisciplina, che a loro volta si devono coltivare attraverso
l'abnegazione,
la temperanza e l'uso moderato dei beni naturali. In tal modo, uomini e
donne sono portati a considerare l'ambiente come una cosa meravigliosa da
ammirare e rispettare piuttosto che come una cosa utile semplicemente da
consumare. È un dovere che si impone a chi ha spirito religioso dimostrare
che è possibile trovare gioia in una vita semplice e modesta, condividendo
con generosità il proprio superfluo con chi è nel bisogno.
Amici, questi valori - sono certo che siete d'accordo - sono particolarmente
importanti per un'adeguata formazione dei giovani, che tanto sovente sono
tentati di considerare la vita stessa come un prodotto di consumo. Essi pure
posseggono, peraltro, la capacità dell'autocontrollo: di fatto, nello sport,
nelle arti creative, negli studi sono pronti ad accogliere volentieri tali
impegni come una sfida. Non è forse vero che quando si presentano loro
ideali elevati, molti giovani sono
attratti all'ascetismo e alla pratica della virtù morale attraverso il
rispetto di sé e l'attenzione verso gli altri? Si deliziano nella
contemplazione del dono del creato, e sono affascinati dal mistero del
trascendente. In questa prospettiva, sia le scuole confessionali che le
scuole statali potrebbero fare di più per sviluppare la dimensione
spirituale di ogni giovane. In Australia, come altrove, la religione è stata
un fattore motivante nella fondazione di molte istituzioni educative, e a
buon diritto
continua oggi ad occupare un suo posto nei curricoli scolastici. Il tema
dell'educazione emerge con frequenza nelle deliberazioni della
Organizzazione Interfaith Cooperation for Peace and Harmony, e caldamente
incoraggio quanti prendono parte a questa iniziativa a continuare nel loro
confronto sui valori che integrano le dimensioni intellettuali, umane e
religiose di una solida educazione.
Le religioni del mondo rivolgono costante attenzione alla meraviglia
dell'esistenza
umana. Chi può non stupirsi davanti alla forza della mente che carpisce i
segreti della natura attraverso le scoperte della scienza? Chi non si sente
eccitato dalla possibilità di delineare una visione del futuro? Chi non si
sente impressionato dalla forza dello spirito umano che stabilisce obiettivi
e escogita vie per raggiungerli? Uomini e donne sono dotati della capacità
non solo di immaginare in che modo le cose potrebbero essere migliori, ma
anche di investire le loro energie per renderle migliori. Siamo consapevoli
dell'unicità della nostra relazione col regno della natura. Se, quindi,
riteniamo di non essere soggetti alle leggi dell'universo materiale allo
stesso modo del resto della creazione, non dovremmo anche fare della bontà,
della compassione, della libertà, della solidarietà, del rispetto di ogni
individuo una componente essenziale della nostra visione di un futuro più
umano?
La religione, tuttavia, nel rammentarci la limitatezza e la debolezza
dell'uomo,
ci spinge anche a non riporre le nostre speranze ultime in questo mondo che
passa. L'uomo è "come un soffio, i suoi giorni come ombra che passa" (Sal
143/144, 4). Tutti noi abbiamo sperimentato la delusione per non essere
riusciti a compiere quel bene che ci proponevamo di realizzare e la
difficoltà di operare le scelte giuste in situazioni complesse. La Chiesa
condivide queste considerazioni con le altre religioni. Stimolata dalla
carità, essa si accosta al dialogo nella convinzione che la vera sorgente
della libertà si trova nella persona di Gesù di Nazaret. I cristiani credono
che è lui che ci rivela appieno le potenzialità umane per la virtù e il
bene; è lui che ci libera dal peccato e dalle tenebre.
L'universalità dell'esperienza umana, che trascende ogni confine geografico
e ogni limite culturale, rende possibile ai seguaci delle religioni di
impegnarsi nel dialogo per affrontare il mistero delle gioie e delle
sofferenze della vita. Da questo punto di vista, la Chiesa con passione
cerca ogni opportunità per prestare ascolto alle esperienze spirituali delle
altre religioni. Potremmo affermare che tutte le religioni mirano a
penetrare il profondo significato dell'esistenza umana, riconducendolo ad
una origine o principio esterno ad essa. Le religioni presentano un
tentativo di comprensione del cosmo inteso come proveniente da e procedente
verso tale origine o principio. I cristiani credono che Dio ha rivelato
questa origine e principio in Gesù, che la Bibbia definisce "Alfa e Omega"
(cfr Ap 1, 8; 22, 1).
Cari amici, sono venuto in Australia come ambasciatore di pace. Per questo,
sono lieto di incontrare voi che parimenti condividete questo anelito e
insieme il desiderio di aiutare il mondo a conseguire la pace. La nostra
ricerca della pace procede mano nella mano con la ricerca del significato,
poiché è scoprendo la verità che troviamo la strada sicura verso la pace
(cfr Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 2006). Il nostro sforzo
per arrivare alla riconciliazione tra i popoli sgorga da, ed è diretto
verso, quella verità che dà alla vita uno scopo. La religione offre la pace,
ma - ancor più importante - suscita nello spirito umano la sete della verità
e la fame della virtù. Ci sia dato di incoraggiare tutti, specialmente i
giovani, ad ammirare con stupore la bellezza della vita, a ricercarne il
significato ultimo e ad impegnarsi a realizzarne il sublime potenziale!
Con questi sentimenti di rispetto e di incoraggiamento vi affido alla
provvidenza di Dio onnipotente, e assicuro la mia preghiera per voi e per i
vostri cari, per i membri delle vostre comunità e per tutti gli abitanti
dell'Australia.

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