GMG 2008 - Risposte del Papa ai giornalisti durante il volo verso Sydney
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Sujet: GMG 2008 - Risposte del Papa ai giornalisti durante il volo verso Sydney
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Date: 23. Jul 2008, 20:21:31
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Risposte del Papa ai giornalisti durante il volo verso Sydney
In occasione della Giornata Mondiale della Gioventù 2008
CITTA' DEL VATICANO, lunedì, 14 luglio 2008 (ZENIT.org).- A bordo dell'aereo
in volo da Roma verso Sydney, nella mattina di sabato 12 luglio, il Papa ha
incontrato i giornalisti rispondendo a cinque domande.
Pubblichiamo di seguito la trascrizione del testo della conferenza stampa.
* * *
P. Lombardi: Santità, grazie mille di essere qui con noi all'inizio di
questo lungo viaggio. Le facciamo i nostri migliori auguri e siamo veramente
onorati di questa disponibilità che Lei ha sempre nel rispondere alle nostre
domande. Le domande che Le facciamo sono state espresse dalle persone che
sono qui presenti. Io ho raccolto quelle che rispondevano un po' ad un
interesse più ampio. Siamo molto internazionali, come in tutti i viaggi. Se
possibile, Le chiediamo di rispondere in lingua inglese alle due domande che
saranno fatte dai nostri colleghi australiani, mentre alle altre domande ci
aspettiamo che risponda anche in lingua italiana.
La prima domanda che le facciamo viene proposta dal collega Lucio Brunelli,
della RAI:
Santità, questa è la sua seconda Gmg, la prima - diciamo così - interamente
Sua. Con quali sentimenti si appresta a viverla e qual è il messaggio
principale che desidera dare ai giovani? Poi: pensa che le gmg influiscano
profondamente sulla vita della Chiesa che le ospita? E infine: pensa che la
formula di questi raduni giovanili di massa sia ancora attuale?
Papa: Io vado con sentimenti di grande gioia in Australia. Ho bellissimi
ricordi della Gmg di Colonia: non è stata semplicemente un avvenimento di
massa, è stata soprattutto una grande festa della fede, un incontro umano
della comunione in Cristo. Abbiamo visto come la fede apra le frontiere e
abbia realmente una capacità di unione tra le diverse culture, e crei gioia.
E spero la stessa cosa avvenga adesso in Australia. Perciò sono gioioso di
vedere molti giovani, e di vederli uniti nel desiderio di Dio e nel
desiderio di un mondo realmente umano. Il messaggio essenziale è indicato
dalle parole che costituiscono lo slogan di questa gmg: parliamo dello
Spirito Santo che ci fa testimoni di Cristo. Quindi vorrei concentrare il
mio messaggio proprio su questa realtà dello Spirito Santo, che appare in
diverse dimensioni: è lo Spirito operante nella Creazione. La dimensione
della Creazione è molto presente, perché lo Spirito è creatore. Mi sembra un
tema molto importante nel nostro momento attuale. Ma lo Spirito è anche
l'ispiratore della Scrittura: nel nostro cammino, alla luce della Scrittura,
possiamo andare insieme con lo Spirito Santo; lo Spirito Santo è Spirito di
Cristo, quindi ci guida in comunione con Cristo e finalmente si mostra
secondo san Paolo nei carismi, cioè in un grande numero di doni inaspettati
che cambiano i diversi tempi e danno nuova forza alla Chiesa. E quindi,
queste dimensioni ci invitano a vedere le tracce dello Spirito e a rendere
visibile lo Spirito anche agli altri. Una gmg non è semplicemente un
avvenimento di questo momento: è preparato da un lungo cammino con la Croce
e con l'icona della Madonna, che tra l'altro è preparato dal punto di vista
organizzativo, ma anche spirituale. Quindi, questi giorni sono soltanto il
momento culminante di un lungo cammino precedente. Tutto è frutto di un
cammino, di un essere insieme in cammino verso Cristo. La gmg poi crea una
storia, cioè si creano amicizie, si creano nuove ispirazioni: così la gmg
continua. Mi sembra questo molto importante: non vedere soltanto questi
tre-quattro giorni, ma vedere tutto il cammino che precede e quello che
segue. In questo senso, mi sembra, la gmg - almeno per il prossimo nostro
futuro - è una formula valida che ci prepara a capire che da diversi punti
di vista e da diverse parti della terra andiamo avanti verso Cristo e verso
la comunione. Impariamo così un nuovo andare insieme. In questo senso, spero
sia anche una formula per il futuro.
P. Lombardi: Grazie, Santità. La seconda domanda viene proposta da Mr Paul
John Kelly, giornalista di "The Australian", uno dei grandi quotidiani
dell'Australia:
«The Australian Newspaper», Santità, desidero porre la mia domanda in
inglese: l'Australia è una terra molto laica, caratterizzata da una pratica
religiosa debole e da indifferenza verso la religione. Lei, Santità, è
ottimista sul futuro della Chiesa in Australia oppure è preoccupato e teme
che la Chiesa in Australia possa seguire il declino di quella in Europa?
Quale messaggio offre all'Australia per farle superare la sua indifferenza
verso la religione?
Papa: Farò del mio meglio in Inglese e mi scuso per le mie lacune in questa
lingua. Penso che l'Australia per la sua storia sia economicamente e
politicamente parte del mondo occidentale e che quindi ne condivida anche i
successi e i fallimenti. Negli ultimi 50 anni, il mondo occidentale ha
compiuto grandi progressi, economici e tecnici. La religione e la fede
cristiana sono in crisi. Questo è tipico: non abbiamo bisogno di Dio,
possiamo fare tutto da soli; non abbiamo bisogno di Dio per essere felici,
non abbiamo bisogno di Dio per creare un mondo migliore; Dio non è
necessario, possiamo fare tutto da soli. Tuttavia, osserviamo che la
religione è sempre presente nel mondo e lo sarà sempre perché Cristo è
presente nel cuore dell'essere umano e non può scomparire. La religione è
veramente una forza in questo mondo e nei vari paesi. Non parlerei veramente
di declino della religione in Europa: di certo c'è una crisi, non tanto in
America, ma anche in America e in Australia.
Tuttavia, la fede è sempre presente sotto nuove forme, in nuovi modi, forse
in maniera minoritaria, ma è sempre presente in tutta la società. E ora, in
questo momento storico, cominciamo a capire di avere bisogno di Dio.
Possiamo fare molte cose, ma non creare il nostro clima. Pensavamo di
poterlo fare, ma non possiamo. Abbiamo bisogno del dono della terra, del
dono dell'acqua, abbiamo bisogno del Creatore. Il Creatore riappare nel Suo
Creato, e, in tal modo, possiamo comprendere che non possiamo essere
veramente felici, non possiamo veramente cercare la giustizia per tutto il
mondo, senza un criterio nelle nostre idee, senza un Dio che sia giusto e ci
doni la luce e la vita... così, penso che in questo mondo occidentale ci
sarà veramente una crisi della nostra fede, ma poi si verificherà sempre un
ritorno alla fede, perché la fede cristiana è semplicemente vera e la verità
sarà sempre presente nel mondo umano e Dio sarà sempre la verità. In questo
senso, sono decisamente ottimista.
P. Lombardi: Grazie, Santo Padre. La prossima domanda viene proposta dal
signor Auskar Surbakti della SBS, la televisione australiana.
Santità, mi dispiace, ma non parlo bene l'italiano e quindi porrò la mia
domanda in inglese. Le vittime australiane degli abusi da parte del clero le
hanno chiesto di affrontare la questione e anche di scusarsi con loro
durante la sua visita in Australia. Lo stesso Cardinale Pell ha affermato
che sarebbe opportuno per lei affrontare la questione e lei stesso ha
compiuto un gesto simile nel suo recente viaggio negli Stati Uniti. Parlerà
del problema degli abusi sessuali e si scuserà?
Papa: Sì, il problema qui è fondamentalmente analogo a quello degli Stati
Uniti. Mi sono sentito in dovere di parlarne lì perché è di fondamentale
importanza per la Chiesa riconciliare, prevenire, aiutare e anche
riconoscere le colpe in questi problemi. Dirò l'essenziale, le stesse cose
che ho detto in America. Come ho affermato dobbiamo chiarire tre aspetti: il
primo è il nostro insegnamento morale. Deve essere chiaro ed è sempre stato
chiaro fin dai primi secoli che il sacerdozio, essere un sacerdote, è
incompatibile con questo comportamento, perché il sacerdote è al servizio di
Nostro Signore, e Nostro Signore è la Santità in persona che sempre ci
insegna.... Dobbiamo riflettere su quanto è mancato nella nostra educazione,
nel nostro insegnamento negli ultimi decenni: negli anni '50, '60 e '70 si è
affermato il proporzionalismo etico, secondo cui non esiste una cosa cattiva
in sé, ma sempre proporzionalmente ad altre. Così si pensava che alcune
cose, anche la pedofilia, potessero in una certa proporzione essere buone.
Ora, chiariamo che la dottrina cattolica non ha mai fatto sua questa idea.
Esistono cose che sono sempre cattive, e la pedofilia è sempre cattiva.
Nella nostra educazione, nei seminari, nella formazione permanente che
offriamo ai sacerdoti dobbiamo aiutarli a essere veramente vicini a Cristo,
a imparare da Lui e quindi ad aiutare e non a combattere i nostri amici
umani, i cristiani. Quindi, faremo tutto il possibile per chiarire qual è
l'insegnamento della Chiesa e per aiutare nell'educazione, nella
preparazione al sacerdozio, nell'informazione e faremo tutto il possibile
per guarire e riconciliare le vittime. Penso che questo sia il senso
fondamentale del «chiedere scusa». Penso che sia meglio e più importante il
contenuto della formula e penso che il contenuto debba spiegare in cosa il
nostro comportamento è stato carente, che cosa dobbiamo fare in questo
momento, in che modo prevenire e come guarire e riconciliare.
P. Lombardi: Grazie, Santo Padre. Ora un'altra domanda posta dalla Signora
Martine Nouaille, dell'Agence France Presse:
Faccio la domanda in italiano: uno degli argomenti dell'ultimo G8 in
Giappone è stato la lotta contro i cambiamenti climatici. L'Australia è un
Paese molto sensibile a questa tematica per la forte siccità e per gli
eventi climatici drammatici in questa regione del mondo. Lei pensa che le
decisioni prese in questo campo siano all'altezza della sfida? Lei parlerà
di questo argomento durante il viaggio?
Papa: Come ho già accennato nella prima risposta, certamente questo problema
sarà molto presente in questa gmg, perché parliamo dello Spirito Santo e di
conseguenza parliamo della Creazione e delle nostre responsabilità nei
confronti della Creazione. Non è mia pretesa di entrare nelle questioni
tecniche che politici e specialisti devono risolvere, ma di dare gli impulsi
essenziali per vedere le responsabilità, per essere capaci di rispondere a
questa grande sfida: riscoprire nella Creazione la faccia del Creatore,
riscoprire la nostra responsabilità davanti al Creatore per la sua Creazione
che Egli ha affidata a noi, formare la capacità etica per uno stile di vita
che è necessario assumere se vogliamo affrontare i problemi di questa
situazione e se vogliamo realmente arrivare a soluzioni positive. Quindi,
svegliare le coscienze e vedere il grande contesto di questo problema, nel
quale poi si collocano le risposte dettagliate che non siamo noi a dover
dare, ma la politica e gli specialisti.
P. Lombardi: La prossima domanda viene posta da Cindy Wooden del CNS,
Catholic News Service, l'agenzia cattolica degli Stati Uniti:
Santo Padre, mentre Lei si trova in Australia, i vescovi della Comunione
Anglicana, che è molto diffusa anche in Australia, si incontrano nella
Lambeth Conference. Uno degli argomenti principali riguarda i modi possibili
per rinsaldare la comunione fra le province e trovare un modo per assicurare
che una o più province non prendano iniziative che altri vedono come
contrarie al Vangelo o alla tradizione. Vi è il rischio di una
frammentazione della Comunione anglicana e la possibilità che alcuni
chiedano di essere accolti nella Chiesa cattolica. Qual è il suo augurio per
la Lambeth Conference e per l'arcivescovo di Canterbury? Grazie.
Papa: Il mio essenziale contributo può essere solo la preghiera e con la mia
preghiera sarò molto vicino ai vescovi anglicani che si riuniscono nella
Lambeth Conference. Noi non possiamo e non dobbiamo intervenire
immediatamente nelle loro discussioni, rispettiamo la loro propria
responsabilità e il nostro desiderio è che possano essere evitati scismi o
nuove fratture e che si trovi una soluzione nella responsabilità davanti al
nostro tempo, ma anche nella fedeltà al Vangelo. Queste due cose devono
andare insieme. Il cristianesimo è sempre contemporaneo e vive in questo
mondo, in un certo tempo, ma rende presente in questo tempo il messaggio di
Gesù Cristo e, quindi, offre un vero contributo per questo tempo solo
essendo fedele in modo maturo, in modo creativo ma fedele al messaggio di
Cristo. Speriamo, e io personalmente prego, che trovino insieme la strada
del Vangelo nel nostro oggi. Questo è il mio augurio per l'arcivescovo di
Canterbury: che la comunione anglicana nella comunione del Vangelo di Cristo
e nella Parola del Signore trovi le risposte alle sfide attuali.
P. Lombardi: Santità, noi La ringraziamo moltissimo di questo intervento, di
questa conversazione e per le risposte che ci ha dato. Le rinnoviamo
l'augurio per questo lungo viaggio, sperando che colga veramente tutti i
frutti che Lei si aspetta. Noi cercheremo di collaborare con Lei nel far
conoscere il Suo messaggio, nel farlo capire nel modo migliore. Grazie
ancora.

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