Genova repubblica islamica:un minareto oscurerà la Lanterna
[ Nouvelle discussion
| Répondre au groupe
|
it.cultura.cattolica ]
Sujet: Genova repubblica islamica:un minareto oscurerà la Lanterna
De: donquix...@tiscalinet.it (donquixote)
Groupes: it.cultura.cattolica
Organisation: TIN.IT (http://www.tin.it)
Date: 22. Jul 2008, 00:06:58
|
Il Foglio
Camillo Langone
Madonna delle Grazie, sostieni il povero vescovo di Vallo della Lucania
nella tenzone con Anna Tatangelo.
http://tinyurl.com/5nuuyp
Monsignor Favale ha dalla sua soltanto la croce che porta sul petto, ovvero
niente agli occhi del mondo, mentre la cantante ha ben altri argomenti in
quella zona. E tuona contro colui che non voleva far esibire, alla tua
festa, una concubina pubblica e superba: "Trovo anacronistiche queste
polemiche. L'amore? Quando ti fa stare bene non bisogna farsi scrupoli".
Madonna, sai quanto ti amo, e quanto mi disgusti che a cantare in tuo onore
sia una femmina dichiaratamente senza scrupoli, però una cosa in questa
triste faccenda mi ha fatto morire dal ridere: che Anna accusi di
anacronismo gli altri, lei che si fa scrivere le canzoni da Gigi D'Alessio.
Il Giornale
La Passione di Cristo dipinta sulle tele di jeans del XVI secolo
di Redazione
«Passione in blu. I teli con storie della Passione del XVI secolo a Genova»:
il libro di Marzia Cataldi Gallo, è stato donato in anteprima a maggio al
Papa in visita a Genova. Sfogliandola, Ratzinger si è stupito: «Il Jeans a
Genova già nel Cinquecento?»
È l'aneddoto raccontato dall'ingegner Davide Viziano quando
l'autrice lo ha ringraziato per l'interessamento presso l'Editore
De Ferrari a stampare il libro in tempo per la visita. Nel '500
sul mercato inglese il fustagno genovese era meno caro di altre stoffe,
perciò era molto richiesto; le balle di tessuto nel porto di Londra erano
indicate dalla provenienza, Jeans, che diventò il nome della tela. Anche il
suo colore era particolare: un blu ottenuto con tinture di guado o indaco e
su quella «tela jeans» fu dipinta la Passione di Cristo. Il nucleo
principale delle scene sui Teli è del pittore Teramo Piaggio
[Discesa di Cristo agli inferi - Chiavari, N.S. delle Grazie
http://i34.tinypic.com/vz7y94.jpg ]
che prese spunto dalle incisioni della Passione di Durer
e della Deposizione di Cristo di Raffaello, le cui stampe
si acquistavano allora in Sottoripa come racconta Raffaele Soprani.
L'autrice, storico dell'arte della Direzione Regionale dei Beni Culturali
e Paesaggistici della Liguria, ha raccontato l'iter di questi Teli della
Passione che provengono dall'Abbazia San Nicolò del Boschetto
(Cornigliano-Campi), uno dei più importanti monasteri benedettini
(ora Opera Don Orione). Padre Ilarione li commissionò nel 1538
e vi furono conservati fino all'Ottocento.
Per i Teli, dispersi tra vari proprietari e poi riuniti, si ottenne il
vincolo come Beni Storici e Artistici, poi si convinse il Ministero ad
acquistarli. Dal 2001 sono esposti al Museo Diocesano grazie ad un
contributo della Regione ottenuto da Nucci Novi, allora assessore
regionale per la cultura.
Passione in Blu di Marzia Cataldi Gallo, De Ferrari Editore,
79 pagine, 14 euro.
Culturacattolica.it
Magdi Cristiano Allam ci scrive riguardo ad un articolo dell'Osservatore
Romano: «Incontri internazionali in Belgio e in Italia - Cristianesimo e
islam in Europa»
Carissimo don Gabriele,
dopo aver letto il resoconto dell'Osservatore Romano sui due convegni in cui
è stato affrontato il tema del rapporto tra l'islam e il cristianesimo in
Europa, non posso che restare attonito per questo ennesimo attestato di
relativismo religioso e di islamicamente corretto. Vi è un pericoloso e
annoso vizio logico e procedurale in base al quale si immagina a torto che
per poter dialogare con i musulmani bisogna aprioristicamente attribuire
all'islam pari dignità rispetto al cristianesimo, elevandolo così
a religione della verità, della vita, dell'amore e della libertà.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: l'Europa si sta trasformando sempre
più in un colosso materiale senz'anima, in profonda crisi di valori e di
identità che rinnega il radicamento e il primato della fede in Cristo quale
base della propria civiltà e umanità, e che finisce per soccombere sempre
più al radicalismo e all'integralismo islamico tramite la proliferazione
delle moschee, scuole islamiche, enti finanziari islamici, tribunali
islamici e talvolta - come è stato il caso della Gran Bretagna - campi
di addestramento alla Jihad.
Ignorare tutto ciò significa semplicemente ignorare la corretta
rappresentazione della realtà per quella che è, senza infingimenti
e mistificazione, e non voler guardare in faccia la verità.
Questi dialoghi interreligiosi sono del tutto decontestualizzati dalla
realtà attuale, facendo finta che saremmo all'anno zero della storia, e sono
del tutto svuotati di contenuto, facendo finta che vivremmo in un mondo
immacolato. Magari!
Tutti noi ce lo auguriamo di cuore, ma oggi siamo chiamati ad assumerci
la responsabilità storica di riscattare l'Europa dal baratro del relativismo
etico e dell'islamicamente corretto, per poter reimpostare il dialogo
necessario con i musulmani su delle basi veritiere e oggettive, incentrate
sul rispetto dei valori non negoziabili in quanto sostanziano l'essenza
della nostra umanità, al fine di perseguire concretamente il bene comune
e l'interesse collettivo dell'umanità.
Ti abbraccio fraternamente nella fede in Gesù e ti auguro ogni bene.
Magdi Cristiano Allam
Il Giornale
Genova, un minareto oscurerà la Lanterna
di Redazione
Genova - Tra i simboli di Genova, insieme alla Lanterna, Colombo,
il pesto, potrebbe entrare anche un minareto. Sì, proprio un minareto con
tanto di muezzin che, dalla sommità, recita versetti del Corano e chiama
alla preghiera i fedeli dell'Islam, e, sotto, una grande moschea, come
quelle che si vedono in Iran o in Sudan, magari con vista sul mar Ligure.
È l'ultima trovata della giunta comunale di sinistra, guidata dal sindaco
Marta Vincenzi, che sta raccogliendo più polemiche e critiche che consensi.
Mercoledì, dopo mesi di tira e molla e di scarni dibattiti in Consiglio
comunale ripetutamente negati all'opposizione di centrodestra, la sindaca ha
firmato, in pompa magna, a Palazzo Tursi sede del Comune, davanti ai
rappresentanti di un gruppo islamico che si autodefinisce «Associazione
d'integrazione culturale» e a rappresentanti della comunità islamica ligure,
un «patto d'intesa». Intesa su che? Se si legge il documento la sensazione è
di essere davanti a una cortina fumogena. Oltre alle solite
premesse-promesse infarcite di consunti termini buonisti, sono riportate
frasi che da un lato tendono a rassicurare sulle buone intenzioni di
integrazione della comunità islamica nel segno del rispetto delle leggi
nazionali e internazionali lontano da ogni estremismo (ma non dovrebbe
essere scontato?) e dall'altro promette di «operare congiuntamente
attraverso un tavolo di lavoro comune per individuare luoghi perché
la comunità possa svolgere le proprie funzioni e attività religiose».
Tradotto: «Volete costruire una moschea? Per noi va bene».
Tanto è bastato ai rappresentanti della comunità islamica,
nella persona di Husein Salah, per interpretare la firma
dell'intesa come una «prima pietra» della moschea genovese,
e ipotizzare la costruzione sulla Darsena: «Sarebbe l'ideale.
Vorremmo che la moschea fosse in una posizione abbastanza
centrale, avesse dimensioni adeguate e fosse completata
dal minareto che per la nostra religione è un elemento fondamentale».
L'opposizione di centrodestra fa muro. Ieri, il capogruppo di Forza Italia,
Raffaella Della Bianca, ha stigmatizzato il comportamento del sindaco
definendo «fatto gravissimo» la firma del protocollo. L'esponente azzurra ha
spiegato: «La decisione penalizza la città, già sepolta da troppi problemi
che non si vogliono né affrontare né risolvere». Della Bianca ha ricordato
le divisioni della maggioranza di sinistra, «che nega il diritto di
discussione sul tema moschea in sede di assemblea comunale».
Censure sono arrivate anche da Alessio Piana, consigliere comunale
della Lega Nord: «Non siamo contro ai luoghi di culto. Tuttavia
a Genova i posti dove i musulmani possono pregare non mancano.
La questione moschea sembra più un atto di prevaricazione culturale
mascherato da rivalsa di un diritto».
C'è poi la questione dei collegamenti con l'Ucoii, l'Unione delle
comunità islamiche italiane, che il governo Prodi considerò in odore
di estremismo per gli attacchi a Israele e all'Islam moderato.
Ha detto Piana: «La comunità islamica ligure ha avuto contatti con
un'associazione musulmana milanese proprietaria di un terreno
in via della Consolata a Genova. Lì avrebbero dovuto costruire
una moschea, poi le proteste dei residenti lo hanno evitato.
Persino Giuliano Amato avvertì la Vincenzi di evitare rapporti con
esponenti vicini all'Ucoii. Mi risulta che tra i protagonisti della vicenda
c'era Husein Salah, che ha firmato il patto con il sindaco. Una leggerezza
imperdonabile». Questioni su cui Marta Vincenzi e la giunta dovranno
confrontarsi, con i genovesi, anche quelli che non sono di fede islamica.
Istantblog
Islam: Borghezio contro la moschea, Genova repubblica islamica
GENOVA - Mario Borghezio durissimo contro il protocollo d'intesa per
la costruzione di una moschea a Genova.
"Nemmeno Nostradamus - ha detto l'eurodeputato della Lega Nord -
pur cosi' pessimista nella sua profetica visione di un'Europa invasa
dagli islamici, era arrivato a prevedere che Genova, da repubblica
marinara e cristiana sarebbe diventata una Repubblica islamica''.
Nel mirino di Borghezio anche il sindaco della citta' Marta Vincenzi,
che ha sottoscritto l'accordo: "Siamo pronti - ha proseguito - a
contrastare in ogni modo legale e con adeguate iniziative di piazza questa
incredibile 'trovata' di un sindaco il cui posto giusto sarebbe a pulire i
vetri in cima alla Lanterna, facendo in tal modo qualcosa di utile per la
sua citta'''.
Lega e La Destra già in Piazza.
La sindachessa Vincenzi firma per la mega-moschea
VERGOGNA, GENOVA CEDE A MAOMETTO
L'imam: "Non ci basta un luogo di preghiera generico, lo voglio
grande, con minareto e in centro". Minacce al leghista Bruzzone
Zena - Non c'è fine al peggio per la sciagurata giunta di Marta Vincenzi:
dopo lo scandalo che fatto finire in manette il portavoce del sindaco ed
amministratori pubblici targati Ds (con accuse che vanno dall'associazione
a delinquere alla corruzione), dal municipio arriva un altro bel regalo ai
genovesi. Il sindaco e l'imam portavoce della comunità islamica, Salah
Husein, hanno sottoscritto un'intesa per la realizzazione di una grande
moschea a Genova. Il patto, siglato alla presenza e con la benedizione
del rabbino Giuseppe Momigliano in rappresentanza della locale
comunità ebraica, è il primo di questo genere in Padania e in Italia,
e impegna l'amministrazione comunale che neppure si è presa la briga
di sentire il parere dei cittadini.
FOLLI PRETESE. L'opinione dei genovesi, d'altra parte, è di forte
opposizione al luogo di culto maomettano: un sondaggio sul sito del
quotidiano il Secolo XIX ha visto un 74.44% di contrari e appena
il 25.56% a favore. Nonostante il diffuso sentimento di rigetto verso
la moschea, l'imam Husein ha immediatamente avanzato pretese
e richieste: "Vorrei che la moschea sorgesse in Darsena. Non vogliamo
un luogo di preghiera generico, ma per noi è fondamentale che sia
una moschea, che sia visibile, quindi con un minareto. La vogliamo
in posizione centrale, di grandi dimensioni".
FREGARSENE DEI CITTADINI. Un'arroganza subito rintuzzata
dal Carroccio e dalla Destra. Questi ultimi hanno volantinato davanti
a Palazzo Tursi mentre la Lega ha organizzato un presidio in piazza
De Ferrari "contro la follia della Vincenzi e del Pd che vogliono
festeggiare gli zingari e dare il via libera alla moschea", come si legge
in uno dei volantini distribuiti ai passanti. I leghisti accusano il sindaco
di "siglare accordi nel chiuso delle stanze del palazzo fregandosene
dell'opinione e dei reali bisogni dei cittadini".
IRA DEI MUSSULMANI. Il Carroccio genovese teme "un colpo
di mano durante il mese di agosto" ed è per questo che "la Lega
non andrà in vacanza nemmeno un giorno".
Il capogruppo regionale, Francesco Bruzzone ha promesso che si
coricherà "davanti alle ruspe pur di impedire la realizzazione della
moschea". Ma proprio lui ha subito sperimentato la crescente protervia dei
maomettani ospiti in terra ligure; nel corso del presidio, una marocchina
gli ha intimato: "Smettila o subirai l'ira dei mussulmani".
Il Foglio
Camillo Langone
"Uccidete gli idolatri dovunque li troviate, prendeteli, circondateli,
appostateli ovunque in imboscate". Per salvare alcuni volumi malamente
conservati in Mauritania e contenenti questa e consimili amenità, il
ministero degli Esteri ha stanziato 900.000 euri e la regione Friuli-Venezia
Giulia altri 300.000. Siccome gli idolatri citati nel testo siamo noi,
sarebbe come se lo stato di Israele avesse finanziato il restauro di vecchie
copie del "Mein Kampf". Fa specie che sia soprattutto il Friuli a pagare il
restauro di libri che proibiscono le bevande alcoliche definendole "sozzure,
opere di Satana". Prego i Nonino, i Tosolini, i Domenis, i Gravner, i
Felluga, i Puiatti, di non regalare più grappe e ribolle ai politici
friulani il prossimo Natale, soltanto fichi secchi.
http://www.culturacattolica.it/img/news/9302.jpg

|
 cette fonctionnalité est reservée aux membres ayant une session active !
|