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Malaparte cattolico-Il presunto mangiapreti

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  Sujet:   Malaparte cattolico-Il presunto mangiapreti  
 De: donquix...@tiscalinet.it (donquixote)
 Groupes: it.cultura.cattolica
 Organisation: TIN.IT (http://www.tin.it)
 Date: 22. Jul 2008, 00:06:01
Avvenire
Malaparte, Igor Man: «Fu vera conversione»
La conversione dello scrittore e giornalista pratese Curzio Malaparte al
cattolicesimo per opera dei gesuiti Virginio Rotondi e Felice Cappello alla
Clinica Santrix di Roma fu «autentica e vera». A testimoniare questa tesi
sul prossimo numero del settimanale «Toscana Oggi» è Igor Man, che in una
lunga intervista, a firma di Gianni Rossi, ripercorre la grande amicizia e
stima che lo legava al grande scrittore pratese.
Man ricorda le testimonianze posteriori da lui raccolte delll'allora
direttore del «Corriere della Sera», Aldo Borrelli che fu accanto
allo scrittore negli ultimi istanti della sua vita sul letto di morte
e della sorella di Malaparte, Maria Suckert.
«Non ricordo chi le chiese della conversione e del battesimo.
- ha spiegato Man - Lei, che era testimone diretta degli ultimi
avvenimenti del fratello, confermò tutto»
(F.Riz.).

http://tinyurl.com/6737tm

L'«Ave Maria» segreta di un presunto mangiapreti  «Cent'anni fa nasceva
Giovanni Mosca, mio padre Fu considerato intellettuale lontano dalla fede.
Invece...»
       Chiedo il permesso al direttore dell'Avvenire, e al lettore, di
ricordare nell'Osservatorio di questa settimana, il lato religioso e
sconosciuto di mio padre Giovanni, che fu scrittore ed umorista sempre in
'sincera complicità' con il pubblico. Era nato il 14 luglio di cent'anni fa,
a Roma. Per metterlo al mondo la sua mamma ha perso la vita.
Quante volte ho sentito mio padre chiedere al cielo il 'perché'
di questa disgrazia. Ne parlava commosso ogni 14 luglio, osservando
la medaglietta d'oro che portava al collo: da una parte un volto
di Madonna, sul retro la scritta: 'La tua mamma'.
        Non si sfilò per 75 anni quella tenera medaglietta.
        Soltanto quando chiuse gli occhi per sempre, mia madre Teresa
la passò dal suo collo al mio, al più piccolo dei quattro figli.
        Da quel momento, la medaglietta fu la mia vera, profonda ricchezza.
Una donna che regala la vita per partorire, la considero una creatura più
vicina al cielo che alla terra.
        Dunque il lato religioso di papà Giovanni. Lo rivelo la prima volta
qui, in risposta ai suoi critici, che lo consideravano un mangiapreti.
Macché.
        Ricordo nella nostra casa dei giornalisti, dietro piazza della
Repubblica, la camera da letto di papà e mamma: sulle loro teste era appesa
una Madonna di profilo, con un velo azzurro, sorridente, con gli occhi
abbassati in segno di umile dialogo. Ecco il segreto di papà.
Ogni mattina, prima di uscire, quando mamma lo accompagnava
fino alla porta di casa, con una scusa qualsiasi, lui tornava in fretta
in camera da letto. Lo notai decine di volte.
        Tanto che una mattina, in punta di piedi, lo seguii in quel suo
rapido ritorno in camera. Bene. Lui aprì la porta, fece un passo fino al
letto, e alzò lo sguardo verso il quadro. Per due, tre secondi, sorrise alla
Madonna azzurra di profilo. Come per salutarla, come per chiederle una
benedizione per una nuova giornata di lavoro. Non credevo ai miei occhi.
E il segreto l'ho tenuto dentro fino ad oggi, non l'ho mai rivelato nemmeno
a mia madre, che sicuramente sarebbe stata felice. Lei, che prima di sedersi
a tavola con tutta la famiglia, diceva: 'Giovanni, facciamoci tutti il segno
della croce, anche oggi Dio ci sta proteggendo'. Parentesi: mia madre
Teresa, orfana, ha vissuto tredici anni in un istituto di suore, venne
amorevolmente adottata dalla famiglia Ussani di Roma, e non c'era mattina
che non svegliasse figli e marito dicendo: 'Che Dio vi benedica, con la
crosta e la mollica'. Ma la domenica tuo padre non va a messa, mi disse una
volta un suo collega del Corriere della Sera. No, amico. Ci andava con la
sua Teresa tutti i sabati pomeriggio alle cinque, nella chiesa di via
Manzoni. Poi la malattia, il male incurabile nel 1983. Papà si mette a letto
a giugno, dopo la rinuncia ad operarlo da parte dei professori Dioguardi
e Staudacher.
Cinque mesi senza mai un lamento, mangiando sempre meno, dimagrendo
a vista d'occhio. Mamma Teresa non l'ha lasciato un solo istante.
Personalmente, scrissi un libro nel suo studio, e quando lui dormiva, gli
carezzavo i capelli bianchi, la fronte tiepida. E altro segreto: per quattro
volte, monsignor Pisoni, antico amico di famiglia, ex direttore dell'Italia,
impegnato nell'opera Don Gnocchi, per quattro volte poggiò sulle labbra
di papà l'ostia della Comunione.
  Mamma ed io, inginocchiati ai bordi del letto, leggevamo ogni volta
negli occhi lucidi di papà le parole speranza e amore. E il 14 luglio
scorso, a cent'anni dalla sua nascita, ho scoperto nel fondo di un cassetto
della scrivania di papà, sulla quale ho la fortuna di lavorare, un libretto
nero, con la copertina sgualcita.
   E' 'L'imitazione di Cristo'. E nella prima pagina ingiallita, c'è
una dedica: 'Al mio Giovannino perché sappia sempre quanto
abbia amato la tua anima cristiana. Tua moglie Teresa'.
Ecco perché negli occhi lucidi di papà in fin di vita,
si leggevano le parole speranza e amore.

http://tinyurl.com/6c8oox


DateSujet  Auteur
01.01.
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