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Pederasti, il vostro posto è all'inferno-Viva la foca!

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  Sujet:   Pederasti, il vostro posto è all'inferno-Viva la foca!  
 De: donquix...@tiscalinet.it (donquixote)
 Groupes: it.cultura.cattolica
 Organisation: TIN.IT (http://www.tin.it)
 Date: 17. Jul 2008, 23:16:50
Il Messaggero
MOSCA. 13 ARRESTI AL GAY PRIDE
MOSCA Lanci di uova, insulti, croci e icone brandite come cornetti
antisciagura, e 13 arresti tra i militanti anti-gay. Ma anche 36
manifestanti sono stati fermati. Se a Roma si nega la Piazza San Giovanni
alla sfilata, a Mosca e dintorni "Gay pride" resta sinonimo di disordini.
E non fa ancora rima col rispetto dei diritti civili di cui il neopresidente
Medvedev s'è fatto alfiere. Proprio a lui nelle scorse settimane si erano
rivolti i leader della comunità gay russa con una lettera aperta, sperando
di trovare ascolto dopo i rimproveri sui diritti umani giunti a Mosca da
Amnesty International. Niente da fare. Silenzio dal Cremlino e, come
nei due anni passati, njet alla sfilata dal sindaco Luzhkov:
«Non possiamo garantire la sicurezza».
Per lui, il pride è «opera di Satana», i suoi partecipanti «armi
di distruzione di massa» dell'Occidente, «pervertiti che corrompono
la società tradizionale».
Al suo fianco la Chiesa Ortodossa, sempre più influente, che agita
gli spauracchi della difesa della famiglia e la crisi demografica
nel paese. C'erano anche gruppuscoli ultraortodossi, anti-abortisti
e qualche sacerdote, ieri mattina, insieme a decine di poliziotti
e forze antisommossa, a circondare il manipolo di rappresentanti
della comunità gay e lesbica russa, che ha deciso di sfidare
il divieto. L'anno scorso finì a manganellate, feriti, il fermo
dell'europarlamentare italiano Cappato con Vladimir Luxuria.
Quest'anno, un passo avanti. Caricati su un furgone e arrestati
sono stati alcuni oltranzisti religiosi dopo aver tentato di aggredire
un dimostrante al grido:
«Pederasti, il vostro posto è all'inferno».

Il Giornale
Polemiche roventi per il gay candidato a vescovo luterano
di Redazione
Fa discutere in Germania la candidatura a vescovo della Chiesa
luterana di un alto prelato omosessuale. La scelta del vescovo
di Schleswig è attesa per il prossimo 12 luglio, ma già molti criticano
la candidatura di Horst Gorski, un teologo di Amburgo noto per il suo
lavoro in aiuto della comunità gay del Paese.
L'omosessualità di Gorski dà fastidio a molti luterani conservatori,
secondo i quali una sua nomina priverebbe i fedeli della loro casa
spirituale. «Molti membri della comunità avrebbero difficoltà ad accettare
un vescovo con un simile stile di vita», ha commentato Ulrich Ruess, un
pastore di Amburgo.

Il Giornale
Gb, si sposano in chiesa due preti anglicani gay
di Erica Orsini
Londra - Si sono scambiati i voti alla maniera più tradizionale possibile.
In chiesa, con tanto di canti, letture dei salmi ed eucarestia. Nella loro
promessa si sono impegnati a stare insieme «in salute e malattia, in
ricchezza e povertà, nella gioia e nel dolore finché morte non ci separi».
Un rito alla vecchia maniera senza digressioni di sorta se non guardiamo
alla trasgressione principale: a convolare a nozze un mese fa, nella diocesi
del vescovo di Londra, sono stati due preti anglicani dello stesso sesso.

Lo ha riportato ieri il Sunday Telegraph svelando un segreto che rischia di
spaccare a metà la chiesa anglicana già fortemente combattuta al suo interno
sul tema del clero gay. I due sposi si chiamano Peter Cowell e David Lord,
stavano insieme già da lungo tempo e secondo quanto racconta il giornale,
dopo aver ufficializzato il loro status civile in comune, si sono sposati
nella chiesa di San Bartolomeo il Grande, con un rito a quanto pare neppure
troppo riservato officiato dal parroco Martin Dudley.

In una delle chiese più antiche del Regno, già nota al pubblico
internazionale per aver fatto da scenario all'esilarante film Quattro
matrimoni e un funerale, si è svolto quindi il primo matrimonio tra preti
omosessuali, un evento che infrange tutte le regole della chiesa anglicana
che proprio su questo delicato argomento rischia di arrivare ad una vera e
propria scissione internazionale.

Nell'apprendere la notizia comunque sembra che tutto il mondo religioso
della Chiesa d'Inghilterra sia rimasto sotto choc. Nell'ala più
conservatrice non sono state risparmiate parole di fuoco.
L'arcivescovo d'Uganda monsignor Henry Orombi ha definito
«blasfema» una simile cerimonia ed ha subito chiamato
l'Arcivescovo di Canterbury chiedendogli d'intraprendere
un'azione immediata per evitare agli anglicani di «disintegrarsi»
completamente.
«Ciò che più mi sconvolge - ha dichiarato Orombi al Telegraph
- è che tutto ciò stia accadendo proprio nella Chiesa d'Inghilterra,
la stessa che per prima ci ha insegnato la Dottrina.
Le autorità hanno tentato di smentire la notizia, ma ora la verità è emersa.
Il nostro rispetto verso la Chiesa verrà eroso a meno che non si ritorni
agli antichi insegnamenti».

Va sottolineato che proprio perché non è ammesso, il matrimonio, che ha
valore dal punto di vista civile, risulta nullo sotto il profilo religioso.
Tuttavia la sua celebrazione ha creato una frattura seria nel mondo
ecclesiastico anglicano. «Tecnicamente parlando non è un matrimonio - ha
spiegato il reverendo Michael Scott-Joynt, vescovo di Winchester, potente
figura conservatrice - ma il linguaggio usato è quello di una cerimonia
nuziale. Questo chiaramente oltrepassa le linee guida ecclesiastiche e
alimenterà le divisioni già presenti nella nostra comunità».
Un passo provocatorio quindi quest'unione che il parroco Dudley
sembra non aver avuto paura di celebrare nonostante fosse stato
avvertito del polverone che l'evento avrebbe sollevato.

Questo evento rischia di riaprire la «guerra» interna che tormenta
la Chiesa anglicana fin dal 2003, quando l'omosessuale Gene
Robinson venne nominato vescovo del New Hampshire fra mille
polemiche (quest'ultimo si è peraltro appena sposato civilmente
la scorsa settimana a New York) e Jeffrey John, che stava
per essere nominato vescovo di Reading fu costretto a dare
le proprie dimissioni.

Avvenire
Comunione anglicana verso la divisione
  LONDRA. Comunione anglicana verso lo strappo. Secondo quanto
riportato dalle agenzie e ripreso da alcuni quotidiani londinesi, la
lacerazione si sarebbe consumata durante un vertice che si è concluso
domenica scorsa a Gerusalemme e cui hanno preso parte circa
trecento vescovi in rappresentanza soprattutto delle comunità
presenti in Asia e Africa.
Alla base della decisione di dividersi da Londra il no alla consacrazione
episcopale di donne e preti gay, portata avanti invece dall'ala più
«progressista» della Chiesa anglicana. La conseguenza sarebbe la nascita,
decisa appunto a Gerusalemme, della Fellowship of Confessing Anglicans
(Foca) che avrà propri Seminari e non riconoscerà più come suprema e
indiscutibile l'autorità dell'arcivescovo di Canterbury (attualmente Rowan
Williams). Come detto poc'anzi la maggior parte dei vescovi riunitisi a
Gerusalemme opera in Africa e in Asia e accusa la gerarchia anglicana
occidentale (in particolare quella americana) di diffondere un «un falso
Vangelo», di aver rinunciato ai «principi morali biblici» e di aver avallato
il «declino spirituale» e il secolarismo che attanaglierebbe la comunità

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Il grande cardinale Siri

http://tinyurl.com/69jcbj

diceva profeticamente: "Vi verremo a raccogliere con il cucchiaino,
in fondo al burrone....."


DateSujet  Auteur
01.01.
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