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La pace buddhista-Don Gallo "protettore" dei trans...

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  Sujet:   La pace buddhista-Don Gallo "protettore" dei trans...  
 De: donquix...@tiscalinet.it (donquixote)
 Groupes: it.cultura.cattolica
 Organisation: TIN.IT (http://www.tin.it)
 Date: 17. Jul 2008, 23:18:05
Settimo cielo
La doppia parte di Sabina Guzzanti: diavolo ed acqua santa
Sandro Magister

Scesa dal palco di piazza Navona, la sera dell'8 luglio, questo ha detto
Sabina Guzzanti, che poco prima aveva mandato il papa all'inferno tra i
sodomiti: "Io rispetto la spiritualità e la religione".

Infatti. C'è un'altra Sabina Guzzanti che su "Buddismo e società", la
rivista bimestrale dei buddisti italiani Soka Gakkai, nel numero di
maggio-giugno del 2007, ha scritto:

"Io pratico il Buddismo da vent'anni e tutto quello che c'è di bello e di
importante nella mia vita è legato al Buddismo. Da vent'anni leggo i
discorsi del presidente Ikeda e mi domando se sto mettendo in pratica i suoi
insegnamenti. Mi confronto con il suo pensiero, mi commuovo e mi rafforzo
grazie al suo esempio e in cuor mio prometto di utilizzare tutto il mio
talento, le mie capacità, la mia umanità, il mio tempo per realizzare la
pace così come il Buddismo insegna. Il Buddismo nasce. per dire che siamo
tutti ugualmente degni di rispetto".

La frase è l'esordio del discorso tenuto da Sabina Guzzanti
al convegno organizzato da Soka Gakkai a Firenze il 24-25
marzo 2007 col titolo ""Insieme nell'impegno per la pace"....

http://filmup.leonardo.it/posters/loc/500/vivazapatero.jpg

http://dagospia.excite.it/images/s/sabina-guzzanti_pugno_cor.jpg


Santosepolcro
Sabina Guzzanti, un Inferno assicurato.
Luglio, in Italia, è il mese più caldo. Ed il caldo fa brutti scherzi. Qui
come in altre parti del mondo, come in Arizona, dove si segnalano pietosi
casi umani dovuti allla calura. Capita così che in nome della Libertà,
quella cara al 1789, si intensifichino gli attacchi Cattofobi ed al Santo
Padre. E così, come rilevai lo scorso anno proprio in questo periodo per la
mostra milanese blasfema sugli omosessuali, ecco puntuali nuove ingiurie.
Questa volta proferite da Sabina Guzzanti.. Alla quale, aggiungendosi così
all'artista di allora, profetizzo (uhh uhh) un sicuro posticino in
quell'Inferno dove, in modo blasfemo e volgare, ha voluto inviare Sua
Santità Benedetto XVI. Lei, cara signorina, stia tranquilla, tanto
l'Inferno, come Satana, non esiste, è un invenzione Fascista e Clericale:
dunque non si preoccupi, vada tranquilla, dorma pure sogni tranquilli. Poi,
quando sarà di là, mi verrebbe da usare una sua volgare espressione romana
('sti c**** !). Ma io sono un povero bigotto clericale, e non posso...


Libero
GRANDE GATTUSO !
Antonio Socci
Rino Gattuso è un grande. Non perché è un calciatore bravo e famoso, ma
perché da povero, figlio di un emigrato calabrese in Germania, con volontà,
sacrifici e intelligenza ha saputo vincere il campionato del mondo della
vita grazie ai valori che definiscono davvero un uomo: la lealtà, il
coraggio, l'umanità, la fede, l'impegno, l'attaccamento alle radici e la
solidarietà.

Durante gli Europei di calcio, punzecchiato sulla Spagna dai giornalisti,
ha detto la sua con semplicità e buon senso: "Le nozze omosessuali
non mi trovano d'accordo. Per me le nozze sono tra un uomo e una donna.
Io credo nella famiglia. E se credi nella famiglia e nella tua religione,
non puoi essere d'accordo....".
Non l'avesse mai fatto.
Si è beccato subito la reprimenda del maestrino Michele Serra che dalle
colonne di Repubblica (22/6) lo definisce il "macho Gattuso", parla di
"omofobia" e facendo un "elegante" riferimento al "reddito di Gattuso" lo
invita a comprare "qualche libro in grado di spiegargli come stanno le
cose".
Che Serra non sia Pico della Mirandola è ovvio, ma che abbia letto così
pochi libri da credere che "tutti" dicano la stessa cosa (cioè: viva
Zapatero e i matrimoni gay) è sorprendente.
O il "complesso di superiorità" della sinistra, illustrato da Luca Ricolfi,
induce Serra a sentenziare addirittura che non sono libri quelli che
esprimono idee diverse dalle sue?
La stessa Costituzione (art. 29) parla come Gattuso.
Serra dovrebbe riflettere poi sul suo sarcasmo élitario contro l'"eterna
ingenuità popolare", contrapposta ai Lumi di color che sanno.
Le peggiori tragedie del '900 sono venute da chi aveva letto tanti libri. E
i contadini di tutte le latitudini (cafoni del sud, poi kulaki russi ecc.)
hanno pagato come carne da macello il dispotismo di queste caste "istruite"
(ideologizzate).
Però quando Serra scrive che "i soldi non bastano a emancipare lo spirito",
siamo d'accordo: inviterei lui stesso a fare un bell'esame di coscienza in
proposito....

EFFETTO SERRA
Quante lettere arrivano ogni settimana al "Venerdì di Repubblica"?
Di sicuro molte decine. Nella pagina finale, curata da Michele Serra, ne
vengono pubblicate solo tre. Quindi è una dura selezione.
Ebbene sul numero del 4 luglio una delle tre lettere selezionate recitava:
"Possibile che tutti i valori siano sottomessi al denaro e alla popolarità?
Possibile che la tv ci insegni ad essere Briatore, e non Umberto Eco
o Michele Serra?".
Mi associo al lettore (tipico esponente dell'"Italia
migliore", progressista e illuminata).
I valori di modestia, povertà ed eroismo testimoniati da Eco e Serra -
grazie alla loro abnegazione, che li ha portati a donare i loro patrimoni ai
poveri e a vivere ormai da decenni in un lebbrosario del Terzo Mondo, per
servire i derelitti e fuggire salotti, ribalta mediatica, popolarità e
ricchezza - sono quelli da indicare ai giovani.
E' soprattutto l'umiltà, la mancanza di spocchia o vanità che commuove.
Quella specialmente.

http://www.wuz.it/archivio/cafeletterario.it/interviste/serra.jpg

http://i26.tinypic.com/2uyr9g4.jpg

      Il Secolo XIX
      Don Gallo mediatore tra Comune e trans
      L'APPELLO DEL PRETE DI STRADA
      Riunione con Scidone: «Non li cacciate, è l'unico lavoro che hanno»
            LA PAURA è che il sindaco Marta Vincenzi voglia dare un colpo di
acceleratore per cambiare il volto del ghetto, il dedalo di strade tra i
vicoli Croce Bianca, Untoria, Adorno e Fregoso. E i trans genovesi, temendo
di perdere il lavoro, hanno cercato un sindacalista insolito: don Andrea
Gallo, un prete che non si tira indietro davanti al degrado del corpo e
dell'anima. Ma cerca di guardare al cuore.
            «I trans del ghetto temono di essere cacciati via - racconta don
Gallo - e chiedono aiuto. Quello è il loro lavoro, non hanno mai fatto
altro. Ed è difficile pensare che possano cambiare vita, magari a
sessant'anni...».
            L'impatto iniziale è un pugno nello stomaco: un sacerdote che
difende il mestiere più antico del mondo, per di più declinato al maschile?
Roba da scomunica...
            «Hanno lanciato una richiesta di soccorso e io non posso
rimanere indifferente - riprende - anche perché quasi tutte hanno comprato
i locali dove si prostituiscono. E se dovessero lasciare i loro bassi, si
troverebbero in mezzo alla strada, esposte davvero a gravi pericoli».
            Così, nel massimo segreto, la scorsa settimana i locali della
Comunità San Benedetto hanno ospitato una riunione a porte chiuse: don
Gallo, l'assessore alla Città sicura Francesco Scidone e cinque giovani in
rappresentanza dei trenta travestiti che oggi animano il ghetto. Una
riunione "interlocutoria": l'assessore alle Politiche abitative, Bruno
Pastorino, non era infatti presente e, per avere le risposte attese, servirà
un secondo incontro, già programmato tra una decina di giorni.
      http://www.rifondazionecomunistalaspezia.it/comunicazione/img/don_gallo.JPG


Gli auguri a Don Gallo a spese dei liguri
di Federico Casabella
Alla faccia della sobrietà.
Il prete degli ultimi, quello che non si fa comprare, quello che
dispensa il verbo e critica la Chiesa perché non è dei sofferenti.
Per i suoi 80 anni, la sobrietà l'ha messa da parte e con lui se ne sono
dimenticati anche Regione, Provincia e Comune di Genova che, per
fare festa a don Andrea Gallo, hanno addirittura tappezzato la città
con manifesti sei per tre che ritraggono il volto del «prete contro»,
come ama definirsi il sacerdote della Comunità di San Benedetto
al Porto, sempre prodigo di attacchi verso le gerarchie ecclesiastiche
quando non sceglie di attaccare il ministro di turno, sempre che
il ministro sia facente parte di un governo di centrodestra.
E come non potrebbero festeggiarlo i vari Burlando Repetto
e Vincenzi che a don Gallo devono anche quei contributi
in campagna elettorale che non guastano mai?
Lui, idolatrato, viene ritratto in primo piano con la bandiera della pace
sullo sfondo come una sorta di Ghandi al pesto ed il programma della due
giorni di manifestazioni per festeggiare un personaggio ormai in odore di
Santità, per la sinistra. Don Gallo è quello che dopo la «vittoria» di Prodi
nel 2006 arrivò in piazza Matteotti gridando: «Ieri pioveva, governa ladro,
oggi c'è il sole Governo Prodi». E come potrebbe Genova non festeggiare un
uomo di così grande spessore, uno che ha «benedetto» l'uso delle droghe
leggere fumando spinelli in pubblico, uno che ha sostenuto l'aborto
vantandosi di aver fatto interrompere gravidanze a donne che si sono rivolte
alla sua comunità. Uno che ha ospitato ex brigatisti e non ha perso il vizio
di alzare il pugno chiuso dal palco di qualche concerto e insultare la
polizia nei cortei «pacifisti». Un uomo di così elevata caratura morale
tanto che la Regione Liguria ha stanziato per il compleanno del don ben
diecimila euro. Soldi che servono per le ottanta candeline del «prete degli
ultimi». La denuncia arriva da Matteo Rosso, consigliere regionale di Forza
Italia che, spulciando tra le carte della giunta Burlando, ha trovato questa
elargizione: «Una vera umiliazione per tutti quei progetti seri che non
vengono riconosciuti come meritevoli di essere finanziati dalla Regione-
tuona Rosso-, una iniziativa che apre la possibilità a tutti gli ottantenni
degni di notorietà di chiedere e pretendere che gli venga riconosciuto un
cospicuo finanziamento come regalo di compleanno».
Saranno i liguri a pagare la festa di don Gallo: «Se Burlando
e la sua giunta vogliono pagargli la festa - appunta- lo facciano
non mettendo le mani nelle tasche dei liguri e contribuiscano
privatamente a questo evento».
Ma don Gallo è così personaggio per la città che il sindaco lo vuole
ringraziare pubblicamente. La denuncia arriva da Gianni Bernabò Brea,
consigliere comunale de «La Destra», che stigmatizza il comportamento della 
Vincenzi «la quale ringrazia a nome della città un uomo
che con il suo atteggiamento ha sempre suscitato lo sdegno
e la protesta della maggior parte dei genovesi».

http://www.ilgiornale.it/art_jpg.php?ID=275092&X=450&Y=338


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