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16 Luglio - COMMEMORAZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA DEL MONTE CARMELO

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  Sujet:   16 Luglio - COMMEMORAZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA DEL MONTE CARMELO  
 De: vandeano....@inwind.it (IL VANDEANO)
 Groupes: it.cultura.cattolica
 Organisation: [Infostrada]
 Date: 15. Jul 2008, 15:04:01
16 LUGLIO


COMMEMORAZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA DEL MONTE CARMELO




Il Monte Carmelo.

Coloro che hanno avuto la fortuna di compiere il Pellegrinaggio ai Luoghi
Santi della Palestina, non dimenticheranno mai la Visita al Monte Carmelo.
Questa Montagna, che domina di 170 mt. la città di Haifa e il Mediterraneo,
è una delle più belle della Palestina, o almeno una delle più Celebri, la
cui incantevole posizione ha suscitato l'entusiasmo dell'Oriente e ispirato
molti Paragoni Poetici della Scrittura.


Quando lo Sposo del Cantico dei Cantici vuole Esprimere la Bellezza della
Sua Sposa, non crede di poterla celebrare meglio se non dicendo che il suo
capo è bello come il Carmelo: Caput tuum ut Carmelus. Quando Isaia vuole
rappresentarci lo Splendore e la Maestà del Futuro Messia, ce lo dipinge
circondato dalla Gloria del Libano e rivestito di tutte le Bellezze del
Carmelo: Gloria Libani data est ei, decor Carmeli et Saron. Di questo Monte
egli vuole ancora mostrarci la più alta stima quando aggiunge che la
Giustizia abiterà nella solitudine e che la Santità Regnerà sul Carmelo:
Habitabit in solitudine iudicium, et iustitia in Carmelo sedebit. Infine Dio
stesso per bocca d'un altro Profeta mette il colmo all'Elogio chiamando il
Carmelo Sua Terra e Sua Eredità: Terram meam, hereditatem meam, e a
Gerusalemme Egli fa questa promessa: "Nel giorno del Mio Amore, Ti ho
introdotta dall'Egitto nella Terra del Carmelo", come se quel solo Nome
riassumesse ai Suoi Occhi tutti i Beni di cui Vuole Arricchire il Suo
Popolo, cioè la Chiesa e ciascuna delle Anime nostre.




Il Monte Mariano.

Ma ciò che innalza ancor più la Gloria di questa Montagna è, insieme con il
soggiorno che vi fece Elia e con la Vittoria che egli vi riportò sui profeti
di Baal, la Celebre Visione che ci viene descritta nel I Libro dei Re. Da
lungo tempo la siccità desolava la terra d'Israele. Commosso dalle
sofferenze del popolo, "Elia salì sulla vetta del Carmelo e, chinandosi
verso terra, si mise il volto fra le ginocchia e disse al suo servo: Sali, e
guarda dalla parte del mare. Il servo salì, e dopo aver guardato disse: Non
vedo nulla. Ed Elia disse: Fallo per sette volte. La settima volta egli
disse: Ecco che si leva dal mare una Piccola Nube, Grande come la Palma
d'una mano d'uomo". E in poco tempo si oscurò il Cielo, si levò il vento, e
cadde una Forte Pioggia (18,42-45).


Tutti gli Esegeti ed i Mistici hanno voluto vedere in quella "Piccola Nube,
nubecula parvula" un'Immagine Profetica della Vergine Maria che, con
l'Incarnazione, diede la Vita e la Fecondità al mondo. Il Primo Responsorio
del Mattutino per la Festa dei Santi del Carmelo dice anche Esplicitamente:
"Elia Pregava sulla Vetta del Carmelo, e sotto il Simbolo d'una Piccolissima
Nube, gli Apparve l'Insigne Vergine. Coloro a cui Elia si Rivela in tal modo
l'Ameranno a causa di tutte le Meraviglie che scoprirà loro questa Visione".
Difatti, la Chiesa ha Approvato questa Interpretazione aggiungendo ai
Gloriosi Titoli della Santissima Vergine quello di Madonna del Monte
Carmelo, e, in questo Giorno, rivolge anche a tutti noi l'Invito del
Profeta: "Sali e guarda".




L'Ordine del Carmelo.

Le Tradizioni dell'Ordine del Carmelo riferiscono che i Solitari i quali
vissero sul Sacro Monte, anche Prima del Cristianesimo, dedicarono un Vero
Culto a Colei che doveva Generare il Messia. Ci assicurano che nel Giorno
della Pentecoste molti di essi Ricevettero lo Spirito Santo, che avendo
avuto in seguito il modo di Gustare le Conversazioni e la Familiarità della
Beata Vergine, le Portarono una Venerazione ed un Amore del tutto Speciali,
e infine che ebbero la Gioia di Dedicarle la Prima Cappella Costruita in Suo
Onore, nel punto stesso in cui Elia l'Aveva Vista un Giorno sotto il Simbolo
della Piccola Nube. È dunque fin dalla Nascita che il Carmelo si è Rivolto
verso la Santissima Vergine, e il Vecchio Libro Intitolato "l'Istituzione
dei Primi Monaci", anche attraverso inesattezze storiche, ci mostra l'Ordine
Dominato dalle Due Grandi Figure che Incarnano il suo Ideale, ciascuna al
suo posto: Elia e la Vergine Maria. Maria è per essi la Pienezza Raggiante
della Vita Contemplativa, il Modello del Perfetto Servizio Reso al Signore e
della Completa Sottomissione ai Suoi Voleri. Ed è appunto per affermare la
loro Devozione Riguardo alla Vergine che i Carmelitani vogliono essere
chiamati i "Fratelli della Vergine".




Lo Scapolare.

Fu appunto Lei che, verso la metà del XIII Secolo, diede a San Simone Stok,
Priore Generale dell'Ordine dei Carmelitani, il Santo Scapolare come Pegno
del Suo Amore e della Sua Protezione per tutti coloro che ne fossero stati
Rivestiti. Volle pure Assicurarlo che "chiunque fosse morto con quell'Abito
non avrebbe sofferto le Fiamme Eterne". E, nel secolo seguente, Ella si
Degnava mostrarsi a Giacomo Euze, il futuro Papa Giovanni XXII, per
Annunciargli la sua prossima Elevazione al Sommo Pontificato e chiedergli di
Promulgare il Privilegio di una Pronta Liberazione dal Purgatorio, che aveva
Ottenuta dal Suo divin Figliolo per i Figli del Carmelo: "Io, loro Madre -
gli diceva - Discenderò ad essi per Grazia il Sabato seguente alla loro
morte, e tutti quelli che troverò nel Purgatorio li Libererò e li condurrò
al monte della Vita Eterna".


L'Autorità dei Sommi Pontefici rese presto tali Ricchezze Spirituali
Accessibili a tutti i Fedeli con l'Istituzione della Confraternita del Santo
Scapolare che fa entrare i suoi Membri a partecipare ai Meriti ed ai
Privilegi di tutto l'Ordine dei Carmelitani. Vi sono senza dubbio pochi
Buoni Cristiani al giorno d'oggi che non siano Rivestiti di questo Scapolare
o che non Portino la Medaglia detta del "Monte Carmelo", e appunto per
questo la Festa Odierna non è soltanto quella di un'Insigne Famiglia
Religiosa, ma anche quella di tutta la Chiesa Cattolica, poiché essa è
Interamente Debitrice alla Vergine del Carmelo di Innumerevoli Benefici e di
una Continua Protezione [1].




La Mistica Nube.

Regina del Carmelo, Gradisci i Voti della Chiesa della terra che oggi Ti
Dedica i suoi Canti. Quando il mondo gemeva nell'angoscia di un'attesa senza
fine, Tu eri già la sua Speranza. Ancora incapace di penetrare le Tue
Grandezze, esso si compiaceva tuttavia, sotto quel Regno delle Figure, di
prepararti i più Sublimi Simboli; la Gratitudine Anticipata Soccorreva in
esso l'ammirazione per formarvi come un'Aureola Sovrumana di tutte le
Nozioni di Bellezza, di Forza e di Grazia che gli suggeriva la vista dei
Luoghi più Incantevoli, delle Pianure in Fiore, delle Cime Boscose, delle
Feconde Valli e soprattutto di quel Carmelo il cui nome significa Giardino
di Dio. Sulla Vetta i nostri padri, i quali sapevano che la Sapienza ha il
Suo Trono nella Nube (Eccli 24,7), affrettarono con i loro Ardenti desideri
l'arrivo del Segno Salvatore (ivi 43,24); è qui che alle loro Preghiere fu
finalmente concesso ciò che la Scrittura chiama la Scienza Perfetta, ciò che
essa designa come la Conoscenza delle Grandi Strade delle Nubi (Gb 37,16). E
quando Colui che fa il Suo Carro (Sal 103,3) e il Suo Palazzo (1Re 8,12)
dell'oscurità della Nube, si fu manifestato mediante Essa in avvenire meno
distante all'Occhio Esperto del Padre dei Profeti, si videro i più Santi
Personaggi dell'Umanità Riunirsi in una Eletta Schiera nella Solitudine del
Monte Benedetto, come un giorno Israele nel deserto, per osservare i minimi
movimenti della Nube Misteriosa (Nm 9,15-23), e ricevere da Essa la loro
Unica Direzione nei Sentieri di questa Vita, la loro Unica Luce nella lunga
Notte dell'Attesa (Sal 104,39).


O Maria, che fin d'allora Presiedevi così alle Vigilie dell'Esercito del
Signore, che non mancasti loro nemmeno per un giorno (Es 13,22): da quando
nella Pienezza della Verità Dio è Disceso per Tuo Mezzo (ivi 34,5), non è
più soltanto il paese della Giudea, ma tutta la terra, che Tu Copri come una
Nube che Effonde l'Abbondanza e le Benedizioni (Eccli 24,6). I Figli dei
Profeti ne fecero la Felice Esperienza quando, divenuta infedele la terra
delle promesse, dovettero pensare un giorno a Trapiantare sotto Altri Cieli
i loro Costumi e le loro Tradizioni; costatarono allora che Perfino nel
nostro Occidente la Nube del Carmelo aveva Versato la Sua Rugiada
Fecondatrice, e che dovunque avevano acquistato la Sua Protezione. Questa
Festa, o Madre Divina, è l'Autentico Monumento della loro Gratitudine,
Accresciuta ancora dai Nuovi Benefici con i quali la Tua Munificenza
accompagnò quell'altro Esodo degli ultimi resti d'Israele. E noi, Figli
della Vecchia Europa, facciamo giustamente eco all'espressione della loro
Santa Letizia; poiché, da quando le loro Tende si sono posate attorno ai
Colli dove su Pietro è Costruita la Nuova Sion, la Nube ha lasciato cadere
da ogni parte Piogge più che mai Preziose (Ez 34,26), ricacciando
nell'Abisso le Fiamme Eterne e Spegnendo i Fuochi della Dimora
dell'Espiazione.





Preghiera per l'Ordine del Carmelo.

Mentre dunque noi uniamo la nostra Gratitudine alla loro, Degnati o Madre
della Divina Grazia, di Assolvere verso di essi il Debito della nostra
Gratitudine. Proteggili Sempre. Custodiscili nei nostri infelici tempi. Che
non solo il Vecchio Tronco Conservi la Vita nelle sue Profonde Radici, ma
che anche i suoi Venerabili Rami salutino senza posa l'accedere di Nuove
Branche che portino come i loro Antenati, o Maria, i Fiori ed i Frutti che
Piacciono a Te. Mantieni nel cuore dei Figli lo Spirito di Raccoglimento e
di Divina Contemplazione che fu quello dei loro Padri all'ombra della Nube;
fa' che anche le loro Sorelle restino Fedeli alle Tradizioni di tante Nobili
Anime che le Precedettero, sotto tutti i Cieli dove lo Spirito le ha
Moltiplicate per scongiurare l'uragano e attirare le Benedizioni che
Discendono dalla Nube Misteriosa. Possano gli Austeri Profumi della Sacra
Montagna Continuare a Purificare intorno ad Essa l'aria corrotta da tanti
miasmi; possa il Carmelo Offrire sempre allo Sposo quelle Anime Virginee,
quei Cuori così Puri, quei Fiori così Belli di cui Egli si Compiace
Circondarsi nel Giardino di Dio.





[1] Cfr. P. Melchior de sainte Marie, in Dict. d'Hist. et de Georg. ecclés.,
XI, 1949, art. Carmel. c. 1095.

da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - II. Tempo Pasquale e dopo la
Pentecoste, trad. it. L. Roberti, P. Graziani e P. Suffia, Alba, 1959, p.
860-864


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