FEDERICA, CHE VIENE UCCISA NEL "PARADISO" SENZA CROCIFISSI.
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Sujet: FEDERICA, CHE VIENE UCCISA NEL "PARADISO" SENZA CROCIFISSI.
De: vandeano....@inwind.it (IL VANDEANO)
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Date: 11. Jul 2008, 23:15:33
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FEDERICA, CHE VIENE UCCISA NEL "PARADISO" SENZA CROCIFISSI.11.07.2008
Lloret de Mar come metafora del nostro tempo...
I socialisti di Zapatero hanno annunciato di voler togliere i crocifissi
dagli spazi pubblici. Il caso ha voluto che la notizia uscisse in
contemporanea con l'assassinio di Federica, proprio in Spagna, a Llorett de
Mar, in un divertimentificio che è il nuovo santuario dello sballo
giovanile. Dove la discoteca è - come ha spiegato Vittorino Andreoli - la
cattedrale pagana di "un grande rito di trasformazione collettiva" che fa
dimenticare la vita e la realtà. Gli ingredienti (anche chimici) di questa
"nuova religione" sono noti, con il solito comandamento: "vietato vietare".
La felicità si trova davvero lì? E perché Federica ci ha trovato la morte,
macellata come un agnello?
Nessuno ci riflette. Nell'euforica Spagna le autorità sembrano preoccupate
soprattutto che il delitto non porti pubblicità negativa alla località
turistica. E vai con la tequila bum bum, dimentichiamo la povera Federica e
via i crocifissi. Anche noi da tempo li abbiamo tolti dai cuori, oltreché
dalla vita pubblica. Anzi, l'immagine del crocifisso o quella della Madonna
vengono periodicamente dileggiati da sedicenti artisti in nome della libertà
d'espressione. Del resto il Papa stesso subisce questa sorte nelle
manifestazioni di piazza della sedicente "Italia dei migliori". E la fede
cattolica viene azzannata, senza alcuna obiettività, in programmi televisivi
che, se fossero realizzati contro qualsiasi altra religione, scatenerebbero
subito l'accusa di intolleranza o razzismo. Contro Gesù Cristo invece sembra
che tutto sia permesso.
Poi, quando ci visita il dolore o si consuma la tragedia o assistiamo
all'orrore,
gridiamo furenti - col dito accusatore - "dov'è Dio?", "Perché non ha
impedito tutto questo?". Dopo l'ecatombe dell' 11 settembre a New York si
alzò questo stesso grido e una donna, in tutta semplicità, parlando in
televisione rispose così: "per anni abbiamo detto a Dio di uscire dalle
nostre scuole, di uscire dal nostro Governo, e di uscire dalle nostre vite.
E da gentiluomo che è, credo che Lui sia quietamente uscito. Come possiamo
aspettarci che Dio ci dia le Sue benedizioni, e la Sua protezione, se prima
esigiamo che ci lasci soli?".
Continuava ricordando quando si lanciò la crociata perché non si voleva "che
si pregasse nelle scuole americane, e gli americani hanno detto OK. Poi
qualcun altro ha detto che sarebbe meglio non leggere la Bibbia nelle scuole
americane. Quella stessa Bibbia che dice: 'Non uccidere, non rubare, ama il
tuo prossimo come te stesso...', e gli americani hanno detto OK. Poi, in
molti paesi del mondo, qualcuno ha detto: 'Lasciamo che le nostre figlie
abortiscano, se lo vogliono, senza neanche avvisare i propri genitori'. Ed
il mondo ha detto OK".
Si girano film e show televisivi che sommergono le anime di fango. E si fa
musica che celebra violenza, suicidio, droga o ammicca al satanismo. E tutti
trovano questo normale e dicono che è solo un gioco, com'è normale che,
secondo le statistiche, un bimbo italiano, prima di aver terminato le
elementari, veda in media in tv 8 mila omicidi e 100 mila atti di violenza,
ma per carità togliamo la preghiera dalla scuola ché sarebbe un atto di
"violenza psicologica".
"Ora" proseguiva quella donna americana "ci chiediamo perché i nostri figli
non hanno coscienza, perché non sanno distinguere il bene dal male, e perché
uccidono così facilmente estranei, compagni di scuola, e loro stessi.
Probabilmente perché, com'è stato scritto, 'l'uomo miete ciò che ha seminato'
(Galati 6:7). Uno studente ha 'sinceramente' chiesto: 'Caro Dio, perché non
hai salvato quella bambina che è stata uccisa in una scuola americana?'.
Risposta: 'Caro Studente, a Me non è permesso entrare nelle scuole
americane. Sinceramente, Dio' ". Tutto questo non è solo americano. Dopo
Auschwitz una folla di intellettuali accusò Dio: "Dov'eri? Come hai potuto
permettere tutto questo?". Nessuno ricordava quale fu la prima battaglia
fatta dal nazismo appena arrivato al potere: la guerra dei crocifissi. Il
nuovo regime pretese di spazzar via da tutte le scuole l'immagine di Gesù
crocifisso. Fu uno scontro durissimo e la Chiesa fu praticamente lasciata
sola a sostenerlo. Dov'erano gli intellettuali? Poi il nazismo, fra il 1939
e il 1940, spazzò via migliaia di "crocifissi viventi", una eutanasia di
massa per 70 mila disabili e malati mentali: ritennero le loro delle vite
indegne di essere vissute e dettero loro "la morte pietosa", ma anche in
quel caso la Chiesa fu lasciata quasi sola perché nei cuori il crocifisso
era stato spazzato via dalla pagana e feroce croce uncinata. E così alla
fine Hitler scatenò la guerra e la Shoah. Dov'era Dio? Era stato cacciato da
tempo. E stava agonizzando nei lager con Massimiliano Kolbe, Edith Stein o
Dietrich Bonhoeffer, accanto a una moltitudine di croficissi.
Siamo la generazione che ha visto poi consolidarsi nel mondo il più immane
tentativo di strappare Dio dai cuori, imponendo l'ateismo di Stato: l'impero
comunista che si è risolto nel più colossale genocidio planetario di uomini
e popoli. Tutto questo c'insegna qualcosa? No. Noi siamo la generazione che
non impara dalle tragedie del suo tempo. E per questo forse sarà destinata a
ripeterle. Non abbiamo forse consegnato la costruzione europea a una
tecnocrazia laicista e dispotica che ha voluto strappare le radici cristiane
dell'albero europeo? Ed eccoci all'inverno demografico, al declino e
all'invasione
islamica.
Un grande economista come Giulio Tremonti, nel suo celebre libro, ha
affermato che il riscatto è possibile solo con una rinascita spirituale. Ma
noi siamo "gli uomini impagliati" di Eliot, con la testa piena di vento e il
cuore pieno di solitudine. Abbiamo sputato su Gesù Cristo e sulla Chiesa
credendo che questo fosse "libertà", poi ci troviamo soli o disperati e
allora puntiamo il dito accusatore sulla presunta "indifferenza" di Dio. Di
quel Dio che non cessa un solo giorno di darci il respiro e di farsi
incontro a noi.
Siamo la generazione che non sa più dare senso alla vita, né speranza ai
propri figli, che vede addensarsi all'orizzonte nubi cupe di crisi
planetarie, di guerre, di carestie, ma non afferra la mano della "Regina
della Pace", presente fra noi per salvarci. Perché si ride del Mistero e del
soprannaturale, mentre si va da maghi e astrologi, perché si crede ai
giornali e a internet e non al Vangelo, perché si irride chi parla di Satana
e dell'Inferno, ma si affollano come non mai sette sataniche o esoteriche,
perché si venerano le maschere vuote dei palcoscenici e della tv e si
disprezzano i santi, perché si crede che libertà sia poter fare qualunque
cosa, anziché essere veramente amati.
Questa stagione iniziò nel '68, quando si cominciò a sparare sulla religione
come "oppio dei popoli", così oggi l'oppio (o la cocaina) è diventata la
religione dei popoli, anche di notai, industriali e deputati. Nietsche tuonò
contro il crocifisso perché - scrisse - abolì i sacrifici umani che erano il
motore della storia pagana. E infatti oggi, cancellato il crocifisso dai
cuori, sono tornati i sacrifici umani. Siamo la generazione che ha assistito
tranquillamente in 30 anni allo sterminio - con leggi degli Stati - di un
miliardo di piccole vite umane nascenti, il più immane sacrificio umano
della storia. La generazione che torna a discettare di vite "indegne di
essere vissute", che pretende di trasformare i più piccoli esseri umani in
cavie da laboratorio, che esige - specialmente "in nome della scienza" - che
tutto sia permesso. In effetti "se Dio non c'è, tutto è permesso". Ma con
quali conseguenze?
L'abbiamo visto nel recente passato. E siccome non ne traiamo le conseguenze
lo vediamo nel presente e ancor più lo vedremo nel futuro. Qualcuno ha
osservato: "Strano come sia semplice per le persone cacciare Dio per poi
meravigliarsi perché il mondo sta andando all'inferno".
Antonio Socci
Da "Libero", 11 luglio 2008

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