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4 Luglio - Sant'Ulderico, Vescovo e Confessore

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  Sujet:   4 Luglio - Sant'Ulderico, Vescovo e Confessore  
 De: vandeano....@inwind.it (IL VANDEANO)
 Groupes: it.cultura.cattolica
 Organisation: [Infostrada]
 Date: 03. Jul 2008, 16:37:48
4 Luglio


Sant' Ulderico Vescovo e Confessore



m. 4 luglio 973




Martirologio Romano: Ad Augsburg nella Baviera, in Germania, Sant'Ulderico,
Vescovo, che fu insigne per il Mirabile Spirito di Penitenza, la Generosità
e la Vigilanza e morì nonagenario dopo cinquant'anni di Episcopato.




Nasce nell'890 da Hupaldo della Famiglia dei Conti di Kirpurg di Dillingen e
da Thetpirga.
Lo Zio Adalberone è il Vescovo e Principe di Augusta e sarà lui che Curerà
la Formazione del Giovane Chierico Ulderico, allorché mortogli il padre è
costretto a rientrare ad Augusta, dopo aver trascorso gli anni
dell'adolescenza nel Famoso Monastero di San Gallo in Svizzera.
Dell'esperienza trascorsa tra i Benedettini Ulderico conserverà sempre un
ottimo ricordo e la sua vita rimarrà sempre improntata allo Stile Tipico
voluto da San Benedetto l'"Ora et Labora".


Lo Zio vescovo Adalberone, descritto negli annali come "Personaggio assai
Dotto, distinto cultore dell'arte della musica, Magnifico e Potente Principe
che condivide con il Re di Germania il peso del Governo dello Stato",
nell'anno 908 avvia il nipote al Sacerdozio, affidandogli l'Amministrazione
dei Beni privati e pubblici del Vescovado e dandogli modo di terminare gli
Studi intrapresi nel Monastero.
Ulderico si dimostra particolarmente zelante e saggio, di grande disciplina
e di fine spiritualità, meritandosi fin da subito, la stima della sua gente.


Nel primo anno di Sacerdozio chiede ed ottiene dallo Zio di potersi recare,
Pellegrino, a Roma. Durante la permanenza nella Città Eterna apprende la
notizia della morte dello Zio Adalberone. Per Ulderico è come perdere per la
seconda volta il padre, tanto gli era affezionato. Il Papa Sergio III°,
estimatore del Vescovo appena scomparso, desidererebbe nominare Ulderico
quale Successore nella Cattedra Episcopale di Augusta, Carica che Ulderico
rifiuta garbatamente sia per Umiltà sia per la Consapevolezza della propria
giovane età e della Responsabilità che questo onere avrebbe significato.


Il Pontefice, accettando il diniego, Profetizza tuttavia a Ulderico che ciò
che oggi rifiuta gli sarà comunque affidato in avvenire con l'unica
differenza che probabilmente in avvenire troverà la Diocesi in una
situazione molto più difficile ed economicamente più povera di quanto non lo
sia al presente.
Per quattordici anni Ulderico rimane in disparte, accudendo alle necessità
della sua Famiglia e prendendosi cura della madre e dei Beni Paterni, fino a
che nel 923, alla morte del Vescovo Hiltino, all'età di trentatre anni, la
popolazione di Augusta e lo stesso Re di Germania Enrico I° (l'Uccellatore)
lo designano Vescovo; la Consacrazione avverrà il 28 dicembre di quello
stesso anno.
Da quel momento e per cinquanta anni Ulderico sarà l'Insigne Custode sia del
Cammino Spirituale della Popolazione e del Clero, sia il Difensore
Coraggioso e avveduto della Città di Augusta e del territorio limitrofo.


La sua Opera di Zelante Pastore della Diocesi fu stimata e apprezzata, ma a
questa ben presto si dovette aggiungere anche una Sapiente Opera di
Mediazione e di Lungimiranza Politica. Le tensioni tra il Re di Germania,
Ottone I, e suo figlio Luitolfo, Duca degli Alamanni, che vorrebbe usurpare
il Trono del padre, trovano in Ulderico un Fedele e Coraggioso Difensore
della Legittimità del Re, subendo così le ire del Duca che spedisce il Conte
Palatino Arnoldo contro il Vescovo e la Città di Augusta. Alla fine Arnoldo
ebbe la peggio e la Accorta Diplomazia di Ulderico ottenne la Conciliazione
tra il Re Ottone I e suo figlio, che avvenne Ufficialmente a Illertissen nel
954.
Appena in tempo per prepararsi a una minaccia ben più sanguinosa: l'avanzata
delle orde barbariche degli Ungari.


Anche in questa vicenda il Santo Vescovo si pose al fianco della propria
gente ottenendo sia la sconfitta dell'avversario, ma soprattutto facendosi
Carico della Cura delle ferite Fisiche e Morali del suo Popolo, mettendo a
disposizione della Diocesi i propri Beni per la Ricostruzione di quanto era
stato distrutto, e soprattutto per la cura degli orfani e degli indigenti.


Ulderico Celebrò quella Vittoria con un Pellegrinaggio a Roma sulla Tomba
degli Apostoli, come aveva fatto appena Sacerdote e come rifarà ormai
ottantunenne, l'anno prima della sua morte. Le Tombe dei Martiri di Roma e
la Figliale Devozione per il Successore di Pietro, dimostrarono, se ancora
ci fosse stato bisogno quanto Grande e quanto Profonda era in lui la
Consapevolezza di essere un Umile Strumento di Dio incasellato dentro una
Chiesa Cattolica alla quale egli volle Donare il Meglio di sé.


La Fama della sua Santità deve essere stata ben Fondata se alla sua morte,
avvenuta il 4 Luglio del 973 la gente cominciò subito a chiedere ed ottenere
Grazie attraverso la sua Intercessione, tanto da convincere il Vescovo
Luitolfo, suo Terzo Successore alla Cattedra di Augusta, ad intraprendere
una Operazione allora inusuale: la raccolta ponderata e verificata di tutti
i Miracoli ed i Prodigi che venivano attribuiti alla Intercessione di
Ulderico. Questo materiale fu portato a Roma e sottoposto il 31 Gennaio del
993 al Vaglio del Pontefice, Papa Giovanni XV, e dei Cardinali riuniti nel
Sinodo Lateranense. Dopo la Lettura e la Valutazione di quanto esposto, con
il parere positivo del Santo Padre, dei Cardinali e dei Diaconi e
Arcidiaconi Presenti, di lì a qualche giorno, il 3 Febbraio, venne
Proclamata, con una Bolla Pontificia, la Santità di Ulderico. E' stato il
Primo Santo ad essere Proclamato dopo un "Processo" Canonico, e da quel
momento ogni altra Canonizzazione seguirà questo Iter.


_______________________
Tratto dal sito: www.santiebeati.it


DateSujet  Auteur
01.01.
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