La bontà implica anche il dire no-Tolleranza, libertà e dialogo non sono valori assoluti
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Sujet: La bontà implica anche il dire no-Tolleranza, libertà e dialogo non sono valori assoluti
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Date: 28. Jun 2008, 22:12:00
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Papanews
'Pochi esorcisti, provvederò': il 'Non Praevalebunt' di Benedetto XVI
di Gianluca Barile
CITTA' DEL VATICANO -
'Non Praevalebunt'. La promessa irrevocabile di Cristo a Pietro
si rinnova magnificamente con il Magistero di Benedetto XVI:
le porte degli inferi non prevarranno! L'ultima conferma dell'impegno
pontificio nella lotta a Satana e ai suoi 'angeli decaduti', è giunta
Mercoledì mattina, quando al termine dell'Udienza Generale,
Monsignor Andrea Gemma, meglio noto come il 'Vescovo-esorcista'
essendo l'unico prelato in Italia ad esercitare il ministero della
liberazione dagli spiriti maligni, ha incontrato il Papa e gli ha sottoposto
il problema della preoccupante carenza di esorcisti in Italia.
Una situazione - grave - che il Santo Padre, come anticipato
nei mesi scorsi da 'Petrus' e confermato da lui stesso a Monsignor
Gemma, nostro prezioso e stimato collaboratore, ha intenzione di
affrontare e risolvere una volta per tutte. 'Me ne sto già occupando - ha
assicurato Benedetto XVI a Monsignor Gemma -. Proprio qualche giorno
fa ne ho parlato nuovamente con i Dicasteri competenti e si è rafforzata
in me la convinzione che bisogna provvedere alla scarsità di esorcisti'.
I Dicasteri competenti a cui ha accennato il Pontefice sarebbero le
Congregazioni per la Dottrina della Fede e per il Culto Divino
e la Disciplina dei Sacramenti. Ma quello che più conta è la conferma
ufficiale da parte dello stesso Benedetto XVI: della questione si discute
regolarmente in Vaticano e sono pronti i dovuti rimedi dopo interi
decenni di sottovalutazione del caso.
Una nota chiarificatrice, un'esortazione, un'istruzione: al momento
non è dato sapere con esattezza come il Papa intenda disporre che
ogni Vescovo nomini almeno un esorcista per Diocesi, ma quello
che è certo è che, probabilmente già dopo l'estate, da Oltretevere
si alzerà la voce per far sì che in ogni Curia, e quindi in ogni provincia
d'Italia, vi sia la presenza stabile di un esorcista.
Come è noto, attualmente, in considerazione dello 'scetticismo' e
dell'incredulità di molti Vescovi diocesani, i posseduti da Satana, così
come i vessati o comunque coloro che sono disturbati dalla presenza
nel corpo di spiriti infernali, sono costretti a girare tutta Italia alla
ricerca di un sacerdote che abbia il mandato del proprio Ordinario per
esorcizzare. Naturalmente, questo è solo l'ultimo dei problemi: chi è
posseduto attraverserebbe il mondo intero pur di essere 'liberato' dal
Demonio, ma molte volte diventa un'impresa trovare un esorcista
(per giunta preparato) anche in altre Regioni. Come accennato
da noi qualche riga sopra e denunciato da tempo dai più autorevoli
esorcisti della nostra Penisola (Padre Gabriele Amorth e Monsignor
Andrea Gemma su tutti), moltissimi Vescovi, infatti, non credono
all'esistenza del Diavolo e alla sua azione straordinaria, la possessione.
Grazie a Dio, il Papa non è della stessa opinione e, dunque,
con il suo 'Non Praevalebunt' presto disporrà che in tutte
le Diocesi operi un esorcista. Benedetto XVI si conferma così
il Pontefice della lotta senza sosta a Satana.
http://www.papanews.it/Public/scon3(1).jpg
Paparatzingerblog
Su segnalazione del nostro Marco leggiamo questo simpatico ritratto del
cardinale Joseph Ratzinger fatto, in tempi non sospetti, niente meno che da
Marco Politi....
R.
RATZINGER UN CATTOLICO A OLTRANZA
MARCO POLITI
Città del Vaticano Molto citato, poco conosciuto, Joseph Ratzinger
passerà certamente alla storia come uno dei più acuti uomini di Chiesa
della cerchia di papa Wojtyla, che lo volle giovanissimo (ad appena
cinquattaquattro anni) nel posto chiave della curia vaticana:
la congregazione per la Dottrina della fede.
Nominato nel 1981, egli ha accompagnato e continua ad accompagnare
Giovanni Paolo II per tutto il suo lungo regno, diventandone l' altra
faccia. Se Karol è mediatico, Joseph è schivo, dove il primo è profetico,
il secondo è metodico, mentre all' (apparente) irruenza del pontefice
corrisponde la freddezza (apparente) del porporato. Nel suo intimo il
cardinale tedesco, che l' altro ieri ha compiuto settantacinque anni, è
invece una persona delicata, arguta, che ama suonare il pianoforte, come
racconta bene Andrea Tornielli nella sua biografia attenta e precisa:
Ratzinger, custode della fede, edita da Piemme (pagg. 219, euro 9,90).
Epiteti logori come Panzerkardinal non gli rendono affatto giustizia. Più
illuminante è il suo motto episcopale «Cooperatores veritatis»,
collaboratori della verità, che ne delinea l'aspirazione a farsi come poi
è accaduto difensore dell'identità di Santa Romana Chiesa.
A questa battaglia si è dedicato senza risparmiarsi, fino allo scontro
con altre personalità o movimenti impegnati ad affermare identità
e «verità» diverse.
Certamente il suo impegno è stato essenziale per tracciare i contorni
e fissare i paletti della Chiesa che Giovanni Paolo II aveva in mente.
Andrea Tornielli documenta esaurientemente come colpo su colpo
il cardinale abbia combattuto tutto ciò che Wojtyla considerava
pericoloso: l' accordo-compromesso fra anglicani e cattolici del 1982,
la possibile riabilitazione della massoneria, i teologi politici
come Leonardo Boff o dissenzienti in tema di etica sessuale
come Charles Curran.
In questa difesa dell' identità cattolica tradizionale si
iscrivono anche i suoi tanti no: all'omosessualità, alla distribuzione
della comunione ai divorziati risposati, ai consultori cattolici che danno
certificati utilizzabili per l' aborto, alle donne prete.
Resistere per Ratzinger non ha mai rappresentato un problema.
«Per me la bontà implica anche la capacità di dire no, perché una bontà
che lascia correre in tutto, non fa bene all' altro», ha dichiarato
recentemente. Identità per il cardinale e il suo Papa implica
necessariamente autorità e qui, lo ammette lui stesso, il suo mestiere
di controllore della dottrina diventa difficile, «perché il concetto
di autorità quasi non esiste più».
Fondamentale per il tornante del pontificato wojtyliano (il crollo
del comunismo) è stata la sua collaborazione con Giovanni Paolo II
nel combattere la Teologia della liberazione. «Con il Papa abbiamo
cercato la strada giusta», ha raccontato alla Radio vaticana il giorno
del suo compleanno.
Tagliente è la sua critica alle liturgie spettacolo. «La liturgia
non è uno show afferma è del tutto contraddittorio introdurvi
delle pantomime in forma di danza, che spesso finiscono poi
negli applausi». Là dove irrompe l'applauso, conclude severamente,
«si è di fronte al segno sicuro che si è del tutto perduta l' essenza
della liturgia, sostituita da una sorta di intrattenimento a sfondo
religioso».
Sir
BENEDETTO XVI: UDIENZA, TOLLERANZA, LIBERTA'
E DIALOGO NON SONO "VALORI" ASSOLUTI
"Tolleranza, libertà e dialogo" sono "valori importanti", che "vanno
giustamente difesi", ma "una tolleranza che non distingue tra bene e male
diventa caotica e autodistruttiva, una libertà che non rispetta la libertà
altrui e la nostra comune misura di umanità diventa anarchia e distrugge
l'autorità, un dialogo che non sa più su che cosa dialogare diventa
una chiacchierata vuota".
E' il forte ammonimento lanciato oggi dal Papa, durante l'udienza
generale - di fronte a circa 14 mila fedeli - interamente dedicata alla
figura di san Massimo il Confessore, "testimone coraggioso della sua fede
in Cristo, vero Dio e vero uomo, Salvatore del mondo", nato in Palestina
intorno al 580 e morto in esilio il 13 agosto 662.
"Tolleranza, libertà e dialogo - ha proseguito il Santo Padre - sono
valori grandi e fondamentali, ma possono rimanere tali solo se mantengono
il punto di riferimento che li unisce". Questo "punto di riferimento",
come testimonia san Massimo, è "la sintesi tra Dio e il cosmo nella figura
di Cristo, nella quale impariamo la verità di noi stessi e come collocare
gli altri valori, perché abbiamo il loro giusto significato".
Il Pontefice ha concluso la catechesi di oggi citando un pensiero
di San Massimo: "noi adoriamo un solo Figlio, insieme con il Padre
e con lo Spirito Santo, come prima dei tempi, così anche ora, e per tutti
i tempi, e per i tempi dopo i tempi".
San Massimo, ha sottolineato Benedetto XVI, ha dimostrato "un immenso
coraggio nel testimoniare l'integrale realtà di Cristo, senza riduzioni
e compromessi".
Alla figura di san Massimo, ha ricordato il Papa, a riferimento
"uno dei più grandi teologi del secolo ventesimo, Hans Urs
von Balthasar, che definisce il suo pensiero "liturgia cosmica",
al centro della quale "rimane sempre Gesù Cristo, unico Salvatore
del mondo".

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