Kommando Andorfer
Herbert Andorfer, austriaco di Linz, nato nel 1911, di professione è
segretario d'albergo. Si iscrive al partito nazionalsocialista
nell'ottobre 1931 ed è membro delle SS dal settembre '39. Nel '41 è in
Serbia con il grado di sottotenente. Un anno dopo è comandante del
campo di concentramento di Semlin a Belgrado, dove vengono sterminati
5.283 ebrei, comprese donne e bambini, per mezzo delle camere a gas
mobili.
Trasferito al comando di Salisburgo e promosso tenente, nell'autunno
'43 è in Italia al comando di una unità mobile impiegata in operazioni
antipartigiane, denominata "Kommando Andorfer". Dove c'è lui ci sono
stragi e omicidi. È in azione in Lombardia, Liguria, quindi a
Macerata. Poi sull'Appennino emiliano, successivamente a Roncegno e
Rovereto nel Trentino e, infine, a Novara.
Dopo la guerra fugge in Sud America, ma torna in patria negli anni
Sessanta ed è processato a Colonia. Un testimone dell'epoca lo
descrive come un uomo di «35 anni, alto 1.68, colorito pallido,
corporatura snella, sbarbato. Guance incavate, non cammina dritto ma
torto da un lato. Disposizione molto cattiva». Le ultime notizie
dicono che sia morto in Austria, oggi avrebbe infatti 97 anni.
Nel suo Kommando c'era pure un italiano dell'Alto Adige, Wilhelm
Niedermayer di Cornaiano, con il grado di maresciallo delle SS.