TERRITORI OCCUPATI
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TERRITORI OCCUPATI
«Bendato e ammanettato, poi mi hanno sparato»
Parla il palestinese torturato dai militari israeliani. E il suo video fa il
giro del mondo
GERUSALEMME
Per il premier britannico Gordon Brown, ieri alla Knesset, «la pace è a
portata di mano». Nei Territori occupati però i fatti dicono ben altro, in
particolare a Nablus dove si intensificano i raid dell'esercito israeliano.
Ieri all'alba una parlamentare di Hamas, Muna Mansur, è stata arrestata
dalle forze di occupazione assieme ad una ventina di persone, tra cui
imprenditori e commercianti, oltre a otto studenti universitari. Non cessano
peraltro le violazioni dei diritti umani, come lo sparo a sangue freddo, a
distanza ravvicinata, contro il giovane palestinese Ashraf Abu Rahma, 27
anni, inerme, bendato e con le mani legate, arrestato lo scorso 7 luglio
durante un'azione di protesta contro la costruzione del muro sulle terre di
Naalin, in Cisgiordania. L'accaduto è stato filmato da una ragazzina
palestinese di 14 anni ed ha fatto il giro del mondo. Il portavoce militare
non ha negato l'evidenza dei fatti ma ha sollevato dubbi su alcune parti del
filmato. Ieri abbiamo intervistato Ashraf Abu Rahma.
Ashraf dove ti hanno colpito?
Alla gamba, con un proiettile di gomma. La ferita non era profonda e poco
alla volta sto recuperando l'uso dell'arto.
Come è andata il 7 luglio?
Eravamo scesi in strada a manifestare contro il muro e il coprifuoco, come
facevamo da giorni. I soldati hanno sparato lacrimogeni e il nostro corteo
si è spezzato. A quel punto (gli israeliani, ndr) hanno cominciato ad
inseguirci nei campi, io sono stato uno dei primi ad essere arrestato.
Dopo cos'è accaduto?
Mi hanno portato accanto ad una jeep. C'erano anche agenti della polizia di
frontiera. Ho pensato che mi avrebbero fatto salire a bordo e trasferito al
vicino campo militare. Invece mi hanno legato le mani e bendato. Io ho
chiesto perché, ma loro non hanno risposto. Poi ho sentito che (in ebraico,
ndr) parlavano di proiettili di gomma. Ad un certo punto ho sentito uno
sparo e un dolore fortissimo alla gamba. Sono caduto privo di sensi.
Ti hanno soccorso?
Sì, dopo un po' è arrivato un dottore, mi ha detto che la ferita non era
grave ed è andato via. Io ho protestato, ho chiesto perché mi avevano fatto
tutto quello mentre avevo le mani legate e gli occhi bendati. Loro (i
soldati) mi hanno risposto che avrebbero potuto spedirmi all'inferno senza
alcun problema. E hanno continuato a minacciarmi per ore.
Cosa volevano ottenere con questa tremenda punizione?
Spaventarmi, ma hanno ottenuto il risultato opposto, perché sono più
determinato di prima a lottare per la difesa delle terre di Naalin e per la
libertà del mio popolo.
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